I tesori del mare di Marausa: inizia oggi il recupero della nave romana oneraria

Hanno preso il via oggi le operazioni di recupero del relitto di epoca romana rinvenuto davanti alla costa di Marausa, oggi territorio del Comune di Misiliscemi. L’intervento, denominato “Marausa 2”, è effettuato sotto la direzione degli archeologi dalla Soprintendenza del mare.

La nave si trova a a meno di 100 metri dalla battigia e a circa 2 metri di profondità. Venne scoperta nel luglio del 2020 da Francesco Brascia durante una immersione subacquea. Ed il relitto ha infatti preso il nome del suo scopritore, “Relitto Brascia” per l’appunto. Tre anni fa, dopo un primo sondaggio che aveva consentito di comprendere l’importanza del ritrovamento, la Soprintendenza del mare mise in sicurezza il sito coprendolo con oltre 100 sacchi riempiti di sabbia. 

Adesso l’avvio dei lavori di recupero dello scafo, ritenuto il “gemello” di quello già scoperto nel 1999 nello stesso luogo: sotto una spessa coltre di posidonia, allora erano stati rinvenuti i resti di una grande nave da trasporto di epoca tardo-romana adagiata sul fondo sabbioso nei pressi della spiaggia, a non più di 2 metri di profondità. Dopo essere stato recuperato, il reperto denominato “Marausa 1” è stato esposto nelle sale del museo di Baglio Anselmi, a Marsala. 

Dalle indagini eseguite, il “Marausa 2”, potrebbe essere una nave oneraria (adibita al trasporto di merci), del IV secolo d.C. di grande interesse scientifico, soprattutto per le tecniche costruttive navali di questo particolare periodo storico. Grazie a una fruttuosa collaborazione tra la Soprintendenza del mare e il Parco archeologico di Marsala-Lilibeo, sarà possibile realizzare le attività laboratoriali di primo trattamento conservativo, consolidamento e restauro definitivo nei locali appositamente allestiti a Baglio Anselmi.

 L’intervento, denominato “Marausa 2”, sarà effettuato sotto la direzione degli archeologi dalla Soprintendenza del mare e ad opera di personale subacqueo specializzato dell’impresa “Vullo Antonio” di Favara, che si è aggiudicata i lavori per circa 500 mila euro, a valere sul “Patto per il Sud 2014-2020”. Il tempo stimato per l’esecuzione è di 270 giorni. 

Per la Soprintendenza del mare il direttore dei lavori, che ha curato anche il progetto di recupero, è l’archeolgoo Roberto La Rocca. Questa mattina a Marausa per l’inizio del recuero della nave romana c’era anche il sindaco di Misiliscemi Salvatore Tallarita e lo scopritore del relitto Francesco Brascia.

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