Pantelleria, divieti e regole per una corretta fruizione del Lago di Venere


Con Ordinanza del Sindaco Fabrizio D’Ancona n. 95 del 29.06.2023 sono state stabilite nuove regole per la tutela e la salvaguardia dell’ecosistema del Lago di Venere (Bagno dell’Acqua). Tale Ordinanza è stata emanata su sollecitazione di Sonia Anelli, Direttrice del Parco Nazionale Isola di Pantelleria. L’obiettivo del documento è indicare divieti comportamentali e regole di fruizione dell’area tese a tutelare e salvaguardare il sito. Essi dovranno essere rispettati fino a quando non verrà emesso, stavolta dall’Ente Parco, un nuovo regolamento con apposita Ordinanza Direttoriale.
Il Parco ha precisato, con nota del 7 luglio 2023, che si tratta “della formalizzazione, all’interno di un documento ufficiale, di tutte quelle buone prassi e delle regole di comportamento (già messe in atto dai visitatori dotati di buon senso) adeguate alla fruizione di una zona ad altissima sensibilità naturalistica”. Il Lago di Venere è già infatti Geosito di interesse internazionale riconosciuto per il suo valore idrogeologico e per il quale, insieme agli altri tre Geositi di Pantelleria (Favara Grande, Fumarole della Caserma Vecchia, Fumarole di Monte Gibele) da tempo non è già consentito alterare la morfologia del terreno o lo stato del luogo e asportare o danneggiare affioramenti rocciosi, concrezioni, fossili, reperti paleontologici e reperti di qualsiasi natura, anche se si presentano in frammenti sciolti superficiali.
Il Lago è, infatti, un habitat molto complesso (ai sensi della Direttiva Habitat 92/43/CEE del Consiglio del 21 Maggio 1992) a rischio di estinzione la cui tutela e conservazione sono quindi azioni prioritarie. Al suo interno sono presenti endemismi unici al mondo, sia floristici che faunistici, tali da poter essere alterati anche da azioni umane che possono apparire normali e innocue.
Ma vediamo in dettaglio che cosa non si può fare più fare al Lago (ovviamente per l’elenco completo si rimanda all’Ordinanza Sindacale). Ai sensi del DPR 28 Luglio 2016 e della Legge n. 394 del 06 Dicembre 1991, non si può calpestare, raccogliere e danneggiare la vegetazione presente o introdurre specie che possano alterare l’equilibrio naturale dell’ecosistema. Non si possono catturare, uccidere, danneggiare o disturbare le specie animali presenti. Non si potrà più fare campeggio o accendere fuochi. È vietato il sorvolo con droni non autorizzati. Non si può alterare la morfologia del terreno, spostare o danneggiare “affioramenti rocciosi, fangosi, concrezioni, fossili, reperti paleontologici e reperti di qualsiasi natura, anche sotto forma di frammenti sciolti superficiali”. Non si possono piantare pali per ombrelloni per fare un po’ di ombra nelle torride giornate di scirocco. O appoggiare lettini, tende da campeggio e simili. E attenzione a dove si posano i teli mare: non possono essere posati sulla vegetazione ai bordi del Lago o nella zona “costiera” (per “zona costiera” si intende la fascia compresa tra la linea di riva e la strada sterrata/asfaltata che costeggia il corpo idrico del Bagno dell’Acqua).
Usare natanti si sapeva già essere vietato. Era stata fatta una sola eccezione a fine estate 2018 quando in mezzo al Lago era spuntata una gondola. Permesso speciale accordato all’artista Marco Papa per la sua “Meta gondola fisica” con la quale si è potuto “navigare” rivivendo la “Festa del Redentore” di Venezia. Ma come si dice. Una eccezione è una eccezione. La regala è niente natanti, nemmeno di nautica ecosostenibile.
Alcune violazioni sono sanzionabili ai sensi dell’art. 30 della Legge n. 394 del 06 dicembre 1991 e, se costituiscono reato, punibili ai sensi degli artt. 733bis e 734 del Codice Penale. Altre sono punibili ai sensi della legge 02 maggio 2003, n. 16 di conversione in legge del D.L. 13 marzo 2003 n. 50, con sanzione amministrativa pecuniaria da €25 ad €500 e, ove costituente reato, punibili ai sensi della normativa vigente nella specifica materia.
Giuliana Raffaelli