La deputata trapanese Cristina Ciminnisi (M5S), in un’interrogazione rivolta al Presidente della Regione, ha chiesto chiarimenti sul recupero del “Residence Marino” di Trapani.
«Ci dica la Regione Siciliana che destinazione intende dare alla struttura, in stato di abbandono e preda di atti vandalici – afferma la deputata trapanese -. Soprattutto ci dica se, in un’ottica di riutilizzo del bene, sia possibile affidarlo a organismi del terzo settore: cooperative o Associazioni temporanee di scopo».
«Se davvero si vuole restituire il “Residence Marino” alla comunità trapanese – continua Ciminnisi – bisogna intervenire per fermarne il degrado, predisporre tutte le attività necessarie alla sua conservazione ed al ripristino dell’agibilità della struttura e del giardino. Nel nostro territorio abbiamo un patrimonio immobiliare pubblico, grandissima parte della Regione Siciliana, dimenticato e in rovina e nessuno sembra porsi il problema di una riqualificazione. Eppure – conclude la deputata M5S – si tratta di luoghi che hanno avuto quel rilievo di vissuto umano che ha segnato la storia del nostro territorio: penso all’Ospizio Marino, alla Casa del Fanciullo, ma anche all’ex sanatorio di Torrebianca – Rocco La Russa, oggetto di una mia precedente interrogazione, ancora senza risposta».
«Lavorare per la restituzione di questo bene comune alla fruizione pubblica – conclude Ciminnisi – rappresenterebbe anche una via, tecnica e giuridica, per riprendere le redini dell’annosa questione delle IPAB, che ha avuto ricadute economiche non solo per lo stessi enti, ma anche per il personale che negli anni vi ha prestato servizio e che ha visto, nel tempo, svilito e depauperato il suo impegno professionale».





Il“Residence Marino” fu adibito sin dal 1920 ad istituto per i bambini poveri affetti da malattie a seguito della donazione del 1911 da parte del filantropo trapanese Antonio Sieri Pepoli. L’immobile ed il giardino sono ubicati nell’Isolotto Zavorra, tra le Saline ed il mare, vicino all’area portuale di Trapani. Negli anni ’60 è stato adibito a residenza per minori orfani o abbandonati. Negli anni ’90 è stato trasformato in casa di cura per anziani. Nel 2014 è infine diventato centro di accoglienza straordinario per immigrati. Nel 2016 ha definitivamente chiuso i battenti.
Da quell’anno il residence è chiuso al pubblico, totalmente trascurato e ripetutamente vandalizzato e danneggiato. L’IPAB Residence Marino possiede oltre alla infrastruttura a tutti nota come “Ospizio”, un ingente patrimonio immobiliare: ettari di terreno ad esso adiacenti al cui interno esistono antiche vasche saline, la c.d. Salina Zavorra, concesse in locazione dal 2008 e fino al 2034 ad un’azienda del territorio; l’immobile di Via Orfani, acquisito a seguito della fusione con l’Opera Pia Casa della Fanciulla e Principe di Napoli, ed alcuni terreni, fino ad oggi improduttivi, ma dal 2023 destinati ad esser locati ad uso fotovoltaico in C.da Cuddia.






















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