Autonomia fiscale, svolta storica per la Sicilia

È una svolta storica per la Sicilia: la Regione potrà finalmente esercitare appieno la propria autonomia finanziaria, modulando – e in alcuni casi persino azzerando – le aliquote dei tributi regionali per cittadini ed imprese. Un cambiamento epocale, reso possibile lunedì dall’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, della norma di attuazione dell’art. 36 dello Statuto Siciliano.

Un traguardo storico, atteso da quasi 80 anni, che consente al governo regionale di agire direttamente sul fronte fiscale per attrarre investimenti, sostenere le fasce deboli, rilanciare i territori più fragili e promuovere il rientro dei siciliani, soprattutto nelle aree interne.

Tra le misure previste, anche incentivi per i pensionati non residenti che decideranno di trasferirsi in Sicilia. Un modello che guarda all’Europa e che ricorda quello adottato dal Portogallo in grado di rivitalizzare i piccoli borghi e le aree montane.
E così anche la Sicilia punta a misure simili.

Ma non si tratta solo di agevolazioni per chi arriva: la norma consente alla Regione di attribuire incentivi e contributi anche ad imprese e cittadini siciliani, purché nel rispetto delle normative europee sugli aiuti di Stato e previa convenzione con l’Agenzia delle Entrate.


Il presidente della Regione, Renato Schifani, parla di “passo storico”. Per lui, questa norma rappresenta il vero riconoscimento del ruolo autonomo della Sicilia, che ora può adottare una fiscalità differenziata per sostenere pensionati, famiglie fragili e nuove imprese.
Una nuova pagina, dunque, per l’autonomia siciliana, tra promesse e grandi aspettative. Un successo che dipenderà dalla capacità di rendere la riforma concreta, utile e soprattutto accessibile a tutti i cittadini.