«La competenza alla fornitura degli assistenti alla comunicazione e degli assistenti igienico-personali, è ancora in capo alla Regione e/o degli Enti locali» Al Ministero dell’Istruzione, quindi allo Stato, compete attraverso la formazione dei Collaboratori scolastici, cioè i bidelli, un’assistenza di base.

Per assistenza di base si intende: «l’ausilio materiale agli alunni con disabilità all’interno della scuola, nell’accesso dalle aree esterne alle strutture scolastiche e nell’uscita da esse, nonché le attività di cura alla persona, uso dei servizi igienici e igiene personale dell’alunno con disabilità».

Il parere dell’ufficio legale dell’ufficio scolastico provinciale esclude l’assistenza igienico-personale particolare e ribadisce che questa rimane appannaggio e competenza dell’Ente locale. Un parere che ribalta nuovamente la questione degli assistenti igienico personale nelle scuole elementari e medie e perfino negli istituti superiori. Il documento, reso noto a Prefetto di Trapani e Ufficio Scolastico Regione, composto di ben 12 pagine di analisi tecnico giuridica tra diverse normative statali e regionali si disarticola il parere del CGA e si restituiscono agli enti locali le competenze sulle assistenze igienico personali dei bambini disabili gravi e gravissimi e con esse il relativo carico economico e finanziario.

Si riapre prepotentemente la questione anche perché il parere dell’ufficio scolastico provinciale chiude il documento con una affermazione che va oltre la questione dei principi tecnico giuridici: «L’Ambito di Trapani – si legge – non ha, ad oggi (esattamente come gli altri Ambiti territoriali della Regione), ricevuto diverse istruzioni dal Ministero dell’Istruzione o dall’USR Sicilia: la competenza della fornitura degli assistenti alla comunicazione e degli assistenti igienico-personali è pertanto della Regione e delle Autonomie locali».

Con metafora sportiva possiamo dire che l’Ufficio Scolastico provinciale ha rilanciato il pallone nel campo avverso: il comune di Trapani.