“Nulla nova, bona nova”, così avrebbero detto i latini commentando il fatto che non sono arrivate novità in merito alla diatriba fra Comune di Trapani e l’imprenditore Valerio Antonini. Ma i latini, in questo caso, avrebbero preso una cantonata poiché il tono dello scontro, proprio a seguito delle mancate novità, si è alzato nettamente.
Con una lettera indirizzata al sindaco e ai vertici amministrativi comunali, infatti, il presidente e amministratore unico della società, Valerio Antonini, è tornato a denunciare una serie di presunti inadempimenti da parte dell’amministrazione, parlando di “scandalo inaccettabile” e “atteggiamento in malafede”.
Ancora una volta le accuse riguardano il fatto che il Comune avrebbe interrotto da mesi ogni comunicazione con la società, eludendo – a detta della Trapani Shark – gli obblighi previsti dalla Convenzione trentennale stipulata per la gestione del Palazzetto.
In particolare, tra le contestazioni principali continuano a figurare: la mancata convocazione del tavolo tecnico previsto dall’accordo, il rifiuto di riconoscere i costi effettivi delle bollette e dei lavori di ammodernamento, la commissione di un quarto parere legale che, secondo la società, mirerebbe a trovare “pretesti” per rescindere la convenzione, la mancata installazione dell’impianto di aria condizionata, nonostante le promesse, con conseguenti disagi per la squadra e per l’attività sportiva e, infine, il mancato riconoscimento dei lavori eseguiti, per un importo dichiarato di oltre 2,5 milioni di euro.
Nella lettera, Antonini intima al Comune di convocare entro sette giorni un tavolo tecnico per risolvere le questioni pendenti, riconoscere i costi sostenuti e sospendere ogni iniziativa volta alla rescissione della convenzione.
In caso contrario, la società sportiva annuncia azioni legali in Italia e in Lussemburgo, oltre alla segnalazione della vicenda alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti.
La Trapani Shark denuncia anche i danni economici e reputazionali derivanti, a suo dire, dai comportamenti del Comune, affermando che la vicenda “getta discredito sull’intera istituzione comunale” e mette a rischio “il futuro sportivo della città di Trapani”.
Antonini parla di “una condotta indegna verso l’unica società professionistica siciliana a competere in Serie A” e chiede “un’inversione di rotta immediata”.
Al momento, dal Comune di Trapani non è giunta una risposta ufficiale alla diffida, ma la lettera segna un nuovo punto di tensione nei rapporti tra l’amministrazione e la società cestistica, che gestisce una delle strutture sportive più importanti del territorio.
Nei prossimi giorni si vedrà se verrà convocato il tavolo tecnico richiesto o se la disputa approderà nelle aule di tribunale.


















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