Omicidio Indelicato, momenti di tensione in aula

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Un improvviso malore, poi le urla contro Margareta, che però aveva abbandonato l’aula. Momenti di tensione, questa mattina, in corte D’Assise a Trapani, durante l’udienza del processo a carico di Margareta Buffa, accusata assieme a Carmelo Bonetta di aver ucciso, lo scorso mese di marzo, la giovane Nicoletta Indelicato, il cui corpo venne ritrovato nelle campagne del marsalese. A deporre questa mattina doveva essere proprio Bonetta, reo-confesso, che ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato. Il processo a suo carico è tutt’ora in corso dinnanzi al tribunale di Marsala. L’udienza questa mattina aveva preso il via con la richiesta dell’avvocato Frazzitta, difensore della famiglia Indelicato, di ascoltare il 35enne a porte chiuse. Richiesta accolta dalla corte presieduta dal giudice Daniela Troìa. Bonetta in un primo momento sarebbe apparso sereno. Rispondendo alle parole del Pubblico Ministero ha confermato il racconto fornito agli investigatori durante la confessione. Ad un tratto il malore. Il 35enne si è accasciato a terra perdendo i sensi per qualche secondo, poi avrebbe cominciato ad inveire contro Margareta che era già stata allontanata dall’aula. Per bloccarlo gli agenti della penitenziaria sono stati costretti ad ammanettarlo. All’arrivo dei soccorritori del 118, Bonetta ha continuato ad agitarsi. Attimi concitati, durante i quali un agente del Nucleo Traduzioni della Polizia Penitenziaria è rimasto gravemente ferito ad un dito della mano destra. Trasportato d’urgenza presso il Pronto Soccorso del Sant’Antonio Abate, dopo aver ricevurto le prime cure, il poliziotto è stato trasferito presso il reparto di chirurgia plastica dell’ospedale di Marsala per la ricostruzione della Falange. Il processo è stato rimandato al prossimo 20 gennaio per proseguire con l’escussione di Bonetta. L’uomo però – come disposto dal Tribunale – non verrà condotto in aula ma verrà ascoltato in videoconferenza dalle carceri Pietro Cerulli di Trapani dove si trova attualmente recluso.