Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. (già Ferrovie dello Stato S.p.A.) dovrà risarcire con 500mila euro i familiari di un dipendente residente a Partinico e deceduto nel 2008 all’età di 61 anni a causa di un mesotelioma pleurico, una patologia che è collegata con l’esposizione alle fibre di amianto. Per la Terza Sezione Civile del Tribunale di Palermo l’insorgere della malattia sarebbe stato causato dalla costante esposizione dell’uomo all’amianto durante gli anni di lavoro presso lo scalo ferroviario di Alcamo Diramazione. La sentenza un importante precedente giurisprudenziale nell’annosa questione dello smaltimento dell’amianto nella stazione di Alcamo diramazione. Dal processo è infatti emerso l’attività di stoccaggio di rotabili, carrozze e vagoni coibentati con amianto, provenienti da altre stazioni meridionali, e l’attività di bonifica da parte di ditte esterne, senza che ai dipendenti fosse fornita alcuna protezione. Tale attività si è protratta almeno fino al 1997 e soltanto l’intervento della Guardia di Finanza di Alcamo ha impedito che venissero accantonati altri rotabili presso lo scalo trapanese. Gli avvocati Angelo Gruppuso e Rosario Papania, legali della moglie e dei due figli dell’uomo deceduto nel 2008 si sono detti soddisfatti della sentenza che ha confermato quanto sostenuto in giudizio, ossia che durante gli anni Novanta, Ferrovie dello Stato S.p.A. (oggi Rete Ferroviaria Italiana S.p.A.) non soltanto non ha tutelato i propri lavoratori, ma ha anche messo in grave pericolo i passeggeri e tutti coloro che abitavano in quelle zone