Dicono che non c’è alcun incendio ma qui siamo davanti ad un rogo vero e proprio, c’è da capire se è doloso o colposo. Sulle dimissioni che, da un mese circa, hanno caratterizzato il Luglio Musicale Trapanese (a partire da quelle di Matteo Beltrami e proseguendo con le recentissime di Carmelo Caruso e Matteo Giurlanda) si susseguono tutta una serie di dichiarazioni delle parti in causa che rischiano di soffiare, ulteriormente, sulle fiamme. E’ il sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, nel ruolo di presidente del Luglio Musicale Trapanese, che prova a dare una spiegazione che, però, finisce per provocare la reazione del maestro Caruso.

Per Tranchida quanto sta succedendo è solamente un fuoco di paglia. Del Maestro Matteo Beltrami non parla più, si era già espresso all’epoca “ringraziandolo per il lavoro svolto”. Ma sulle dimissioni del direttore artistico Carmelo Caruso dice: “Non ha firmato il contratto e ha posto condizioni di governance in spregio ai deliberati del Consiglio d’amministrazione. Abbiamo accettato le sue dimissioni”. Per quanto riguarda invece le dimissioni dell’Amministrato delegato Matteo Giurlanda, il presidente Tranchida sottolinea e aggiunge: “Giurlanda sarà impegnato nella definizione del riequilibrio finanziario che ha curato con grande professionalità e passione a servizio della città e per salvare il Luglio Musicale. Essendo un libero professionista e peraltro non percependo alcun compenso non posso continuare a chiedergli la bacchetta magica e rinunciare anche ai propri impegni professionali. Un altro componente del cda assumerà il ruolo”.

Anche Giurlanda precisa che al Luglio “Non c’è alcun incendio ma esiste semmai, una diversa visione dell’organizzazione delle stagioni artistiche del Luglio con la governance del Luglio stesso”. Giurlanda precisa che la 74′ Stagione del Luglio non è mai stata pianificata e organizzata ma, semplicemente annunciata. E poi si inoltra in considerazioni che, gioco forza, hanno provocato la risposta di Carmelo Caruso: Non puoi affidare — díce Giurlanda – la guida di una formula uno ad un autista di autobus, sono due mezzi diversi che richiedono qualità e preparazioni diverse!”.

Dichiarazioni pubblicate sul giornale II Locale News che hanno convinto il maestro Caruso a dire la sua. Non corrisponde al vero, afferma, “di non essermi trovato d’accordo su alcune scelte riguardo la programmazione degli spettacoli estivi e di interrompere il rapporto”. In verità, non solo non ho cambiato la stagione approvata dal C.d.A. su proposta della precedente Direzione Artistica, ma ho dovuto rimodularla e renderla fattibile. Nessun contratto artistico e tecnico era stato definito e sottoscritto al mio insediamento (13 maggio 2022). Nessun allestimento, nessun progetto esecutivo e scenico approvato e computato a poco più di trenta giorni dalle messe in scena: neanche avviate le fasi preliminari sotto il profilo tecnico. Pensare di provare a realizzare, allestire e mettere in scena IL Trovatore di Giuseppe Verdi, in così breve tempo è la testimonianza che regnava confusione, superficialità e vacuità nella programmazione della stagione. Ciò mi ha costretto a spostarlo in altra data (unica soluzione possibile per mantenere l’impegno già assunto dalla precedente Direzione Artistica e dal C.d.A) e sostituirlo con l’opera Falcone e Borsellino di Antonio Fortunato coniugando due aspetti importanti: ricordare i giudici nel trentesimo anniversario dell’eccidio e utilizzare un allestimento già disponibile presso lo stesso Ente riducendo anche i costi complessivi. Nel mio brevissimo incarico, alfine di coinvolgere maggiormente il territorio, ho anche organizzato una manifestazione d’interesse per la selezione di Professori d’orchestra e Artisti del Coro espletate rispettivamente lunedì 06 e giovedì 09 giugno. Inoltre — precisa Caruso -non ho firmato il contratto poichè ancora alla data del mio allontanamento non era stato perfezionato ma avevo ricevuto soltanto una bozza inviata dopo circa tre settimane dal mio insediamento e, pertanto, non ho mai presentato dimissioni; non ho posto condizioni di Governance in spregio al deliberato del Consiglio ma comunicato, alfine di migliorare la qualità, l’economicità, l’efficacia dell’Ente — atto dovuto da un organo di governo.- solo le criticità e disfunzioni generate anche da alcune figure interne in ambito artistico che l’attuale Governance continua a sostenere”.
Un incendio, inutile far finta di nulla. Serve un pompiere che, però, non sembra corrispondere alle caratteristiche di Giovanni De Santis. Si attende l’esito del CDA previsto in queste ore.