A Trapani il consiglio comunale straordinario richiesto dalla minoranza consiliare “sulla creazione del bypass nella condotta di San Giovannello” non ha aggiunto nulla di nuovo alla questione.

Il sindaco Giacomo Tranchida è tornato a ribadire l’importanza di mettere a regime in un quadro di area vasta le risorse idriche secondo il principio dell’acqua bene comune ma non ha chiarito alla minoranza consiliare quale procedura amministrativa e quali atti siano stati prodotti dagli uffici perché alla società SicilAcque sia consentito creare un bypass nei pressi del cisternone di San Giovannello e dove arriva l’acqua che viene dai pozzi di Bresciana in concessione esclusiva al comune di Trapani.

La richiesta di consiglio comunale straordinario recava la firma dei consiglieri Garuccio, Gianformaggio, Trapani, Cavallino, Ferrante, Lipari e La Barbera. Per altro in aula funzionari e dirigenti comunali hanno escluso che vi siano lavori in corso presso il cisternone, quindi il bypass sarebbe solo una progettualità proiettata nel futuro. Non convinti delle dichiarazioni di sindaco e funzionari del servizio idrico i consiglieri d’opposizione hanno operato una ispezione presso l’area del cisternone di San Giovannello dove in effetti uno scavo è stato operato e un possibile by-pass allestito dai tecnici di Sicilaque.

I consiglieri, forti della documentazione fotografica sostengono che già delle palesi violazioni siano state compiute poiché non vi è alcun cartello di cantiere che spieghi: che tipo di lavori si stanno eseguendo; chi è che li ha commissionati; chi li sta eseguendo. In buona sostanza i consiglieri di minoranza prefigurano che questi lavori siano di fatto quelli relativi al bypass.

Lo scavo di Sicilacque SpA con il possibile bypass ancora non collegato alla rete del comune

L’assessore Ninni Romano, da noi interpellato ha nuovamente ribadito che nessun bypass sia mai stato collegato alla rete idrica trapanese, che non sarà reso operativo tecnicamente se prima non ci sarà un protocollo e un accordo con SiciliAcque, che in ogni caso non una goccia d’acqua dalle fonti trapanesi sarà trasferita nelle reti Siciliacque e che semmai sarà quest’ultima a immettere nella rete trapanese l’acqua di Montescuro e pagando anche l’uso delle condotte. Insomma lo scavo, operato da Sicilacque avrebbe avuto solo lo scopo di verificare la fattibilità tecnica del bypass sebbene non vi sia ancora una formalizzazione dell’accordo tra l’amministrazione e la società a capitale misto, 20% Regione Siciliana e 80% Veolia, società privata francese specializzata nella gestione di fonti e reti idriche.