Ferragosto a Favignana

Un'isola troppo cara che sta registrando un fortissimo calo di presenze durante la stagione.

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Era da un po’ di tempo che non restavo a Favignana qualche giorno durante l’estate. Negli ultimi anni ho preferito Marettimo; più tranquilla e decisamente più a misura d’uomo, non resistendo a quel rito inaugurale, una volta messo piede a terra, dello spaghetto rotto in brodo d’aragosta dalla mia amica Luana “al Pirata” (un capolavoro assoluto…,a dire il vero così come negli altri ristoranti dell’isola per questa pietanza tipicamente maritimara). In questi giorni, invece, ho vissuto nuovamente un po’ la più grande delle Egadi; la sensazione persistente, confermata anche da tanti amici favignanesi, è di una isola troppo cara. Sotto ogni punto di vista: pernotti ed il mangiare su tutto. Qualche mese fa, era scoppiata la polemica sull’aumento della tassa di sbarco voluto dall’amministrazione comunale e giustificato dai servizi pubblici da rendere al meglio durante la stagione estiva. Sostanzialmente – per un marito, moglie ed un figlio al seguito – il costo di un arancina, trovata al surreale prezzo di 5 (CINQUE) euro in alcuni locali del centro. Dunque, non esattamente un salasso rispetto al costo complessivo di una vacanza di qualche giorno. Puoi rinfacciare quanto vuoi all’A.C. politiche di accoglienza sbagliate, ma se poi i titolari delle attività applicano cifre esorbitanti, c’è poco da lamentarsi. Il primo mea culpa dovrebbe essere proprio il loro. Ed i numeri, infatti, sono implacabili: meno 50% sul luglio 2021, meno 30 ad agosto e prenotazioni praticamente inesistenti per settembre. Probabilmente le ultime due stagioni segnate dal Covid (che ha favorito il turismo di prossimità in Sicilia, soprattutto italiano, vista la difficoltà di recarsi all’estero…) hanno dato alla testa su un offerta già di per sé abbastanza drogata rispetto alla media siciliana negli anni pre-pandemici. Ed il tutto era facilmente palpabile, nonostante, in linea di massima, ferragosto non fa mai testo rispetto al resto della stagione. Ad iniziare dai posti sugli aliscafi, relativamente accessibili per il periodo. Lo stesso vale per le strutture ricettive (con prezzi che viaggiavano anche a 250 euro a notte per una singola…, per non parlare di quelle top spending da 350 euro a salire nelle settimane a cavallo di ferragosto…) che avevano disponibilità di stanze in un periodo generalmente “impossibile”. Lo stesso vale per le abitazioni private; anche 3500 euro la settimana di ferragosto per case in paese, carine ed accoglienti ma di certo non ville hollywoodiane con piscina. Insomma, a mio avviso, cifre fuori contesto per un isola che non offre certamente una politica turistica di alto profilo con servizi nei locali decisamente modesti e spesso con un rapporto qualità-prezzo assolutamente fuori misura, in special modo nella ristorazione. Per il resto, ordinaria amministrazione: la folla di ragazzi in piazza per il ritorno del DJ set dopo i due ferragosto d’assenza…, locali più o meno affollati da un turista assai poco disposto (o più probabilmente impossibilitato…) a spendere ed “il solito mare” cristallino, tuttavia troppo poca cosa per giustificare quanto sopra. Insomma, mi auguro fortemente di sbagliarmi, ma ho l’impressione che l’anno prossimo i numeri non potranno che peggiorare visto l’andazzo dell’offerta. Mi chiedo, infatti, perché un europeo (italiano o meno che sia) debba optare per Favignana quando con la metà del prezzo può scegliere la Croazia o le Canarie (per non parlare di Egitto o Caraibi dove i pacchetti esclusivi te li tirano dietro…) con il doppio dei servizi ed un mare forse non come il nostro ma sicuramente altrettanto bello? Spero di sbagliarmi…, ma ho avuto questa impressione della “mia” ancora amata isola del favonio. 

Massimo Marino
Presidente di Telesud