Il 15 agosto, giorno dell’Assunta, anche a Casablanca si è respirata aria di festa. La comunità cattolica si è ritrovata nella parrocchia Nostra Signora di Lourdes per una celebrazione guidata dall’arcivescovo Giovanni D’Ercole, culminata con la processione per le vie della città.
Quest’anno c’era un volto familiare: don Maurizio Piacentino, sacerdote trapanese oggi in missione in Marocco. Una presenza, la sua, che ha portato un po’ di Sicilia in questa terra, rafforzando quel filo sottile che da tempo lega le due sponde del Mediterraneo.
La processione della Madonna di Trapani ha reso visibile questo legame. La devozione che a Trapani anima l’intera città, a Casablanca è diventata simbolo di un’unica comunità che supera confini e distanze.
Non è solo un ponte con la Sicilia: negli ultimi anni sono cresciuti anche i rapporti con altre comunità cattoliche del Mediterraneo. Scambi, incontri, preghiere condivise: piccoli passi che mostrano come la fede possa diventare dialogo e fraternità.
In un tempo segnato da tensioni e divisioni, questa celebrazione ha ricordato che la Chiesa rimane un punto di riferimento, soprattutto per chi vive lontano dall’Europa.
E la presenza di sacerdoti come don Maurizio testimonia una vicinanza concreta e un impegno che continua a guardare avanti.
L’Assunta a Casablanca, insomma, non è stata solo preghiera: è stata anche un messaggio di pace, speranza e unità.


















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