La Giornata della cultura ebraica al Museo Agostino Pepoli

Domani, domenica 18 settembre, al Museo Pepoli di Trapani saranno esposte tre preziose epigrafi del XIV-XV secolo per onorare la Giornata Europea della Cultura Ebraica.

In occasione della “Giornata europea della Cultura Ebraica”, promossa dall’Unione delle Comunità ebraiche italiane, nel Museo Agostino Pepoli di Trapani, diretto da Anna Maria Parrinello, nella sezione archeologica del Museo saranno esposti tre epigrafi a caratteri ebraici risalenti al XIV e XV secolo. Le prime due furono estratte a Trapani nel 1877 da un terrapieno durante la costruzione del Mercato del pesce sulle mura di Tramontana, la terza, di origine ignota, potrebbe invece provenire dall’antico cimitero ebraico che, originariamente era ubicato fuori le mura di Levante, nei pressi dell’attuale via Giudecca; cimitero smantellato nel 1495 in occasione della edificazione del Bastione dell’Impossibile.

In occasione della Giornata Europea i tre reperti verranno corredati di un rinnovato pannello didattico-illustrativo contenente la trascrizione e la traduzione dei testi epigrafici.

La Giornata della Cultura ebraica coinvolge quest’anno ventisei Paesi europei e, in Italia, centodue località distribuite in sedici regioni, tra cui la Sicilia.

Il tema di quest’anno è il “Rinnovamento” con un invito a pensare nuovi modelli di convivenza e di sviluppo, di fronte alle grandi e difficili sfide del nostro tempo.

I visitatori avranno, inoltre, la possibilità di assistere alla proiezione di un video di approfondimento sulla civiltà e sulla cultura ebraica nel territorio Trapani, con testi di Nicolò Bucaria e riprese video di Michele Giacalone.

Sarà un’occasione interessante per ripercorrere la storia della comunità giudaica trapanese, attivissima peraltro nella lavorazione del corallo: basti pensare che nel corso del XV secolo i documenti attestano a Trapani la presenza di oltre 70 corallari, dei quali 67 ebrei e i rimanenti cristiani.

Il Museo “Agostino Pepoli”, attraverso la sua pregevole collezione di collane, “paternostri” e manufatti realizzati con lo splendido “oro rosso” offre, dunque, una testimonianza unica del prezioso lavoro svolto sul territorio da questa laboriosa comunità.