È un momento delicato per il Messina che milita in serie D nel girone D. Dopo la decisione del Tribunale che ha messo la società in liquidazione giudiziale, il futuro del club biancoscudato è appeso a un filo. Una corsa contro il tempo, con la curatrice Maria Di Renzo al centro delle manovre per provare a salvare la squadra.
L’ipotesi sul tavolo è quella di un esercizio provvisorio, ma i conti non tornano: le spese da affrontare sono enormi e l’asta fallimentare richiederebbe tempi incompatibili con il regolare andamento del campionato di Serie D. Per guadagnare tempo, la curatrice ha chiesto il rinvio delle prossime due partite: il derby contro il Gela, in programma il 21 settembre, il turno infrasettimanale con l’Acireale e lo spostamento della sfida del 28 contro il Paternò.
Tutto adesso è nelle mani di Lega Nazionale Dilettanti e Figc. “Il rinvio è una formalità chiesta dal Tribunale – ha sottolineato in un’intervista il direttore generale, Giuseppe Peditto – ma il nostro obiettivo è evitare stop e continuare a giocare. “La priorità – ribadisce lo stesso direttore generale – è garantire la continuità sportiva: si sta lavorando per sostenere economicamente la squadra e permettere al Messina di scendere regolarmente in campo”. Ma se il Messina non dovesse farcela, il Girone I cambierebbe volto: un torneo ridotto a 17 squadre, con inevitabili turni di riposo e un calendario tutto da riscrivere. Una complicazione che peserebbe su tutto il campionato, non solo sulla piazza peloritana. Il destino del Messina resta dunque in bilico: tra speranze, rinvii e conti da sistemare, i prossimi giorni saranno decisivi per capire se i biancoscudati riusciranno a rimanere in campo fino alla fine della stagione.


















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