“Ranucci continui a fare il suo lavoro”

Ho avuto modo di seguire spesso il bravo giornalista Sigfrido Ranucci oggi vittima di un attentato attraverso il quale hanno distrutto la sua auto e quella della figlia. Di fronte a quanto avvenuto è inevitabile sentire uno sgomento profondo: l’ordigno piazzato sotto l’auto del giornalista poteva uccidere.

In momenti come questo, la risposta più forte — oltre alle indagini e alle garanzie di protezione che le istituzioni devono assicurare — è la solidarietà.

E’ con giornalisti come lui che si combatte il malaffare e si fa luce sui tanti chiaroscuri di questa nostra bellissima Repubblica italiana ancora oggi, purtroppo, basata sul clientelismo, sul tornaconto personale e su illeciti grandi e piccoli che deturpano il concetto di democrazia e di meritocrazia che, da parte mia, sono punti cardine dai quali non ci si deve mai allontanare.

A Sigfrido Ranucci, alla sua famiglia, e alla sua redazione va tutta la mia solidarietà e vicinanza. Che questa intimidazione diventi uno stimolo collettivo: continuare a fare il giornalismo d’inchiesta, più coraggioso, più attento — senza cedere alla paura.

Valerio Antonini, Editore Telesud