Un Consiglio straordinario per il Porto di Trapani.
A rilanciare l’appello è Gaspare Panfalone, delegato provinciale di ASAMAR Sicilia, l’associazione degli agenti marittimi raccomandatari.
Panfalone sottolinea come il porto di Trapani rappresenti, in termini di fatturato e occupazione, la più grande industria della Sicilia occidentale, e quindi un patrimonio dell’intera comunità, non solo degli operatori del settore.
La richiesta arriva anche alla luce dell’articolo pubblicato oggi sul Giornale di Sicilia, che dà conto della lettera del sindaco Giacomo Tranchida alla commissaria straordinaria dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, Annalisa Tardino, nella quale si annuncia un imminente incontro con gli operatori portuali.
Un passo positivo, ma non sufficiente – secondo gli operatori – per affrontare una situazione ormai ritenuta insostenibile.
Il blocco dei lavori di dragaggio continua infatti a penalizzare lo scalo trapanese, che resta fermo a un pescaggio di circa otto metri, limitando l’accesso alle grandi navi e riducendo la competitività del porto rispetto ad altri scali, come quello di Palermo.
Gaspare Panfalone, delegato provinciale ASAMAR Sicilia, chiede “un confronto pubblico e trasparente, un cronoprogramma chiaro e verificabile per capire quando i lavori riprenderanno davvero”.
Già nei giorni scorsi anche Sicindustria Trapani, attraverso il delegato Filippo Amodeo, aveva formalizzato la richiesta di convocazione del Consiglio comunale. Ora la parola passa all’amministrazione e al presidente del Consiglio comunale, chiamati a fissare al più presto una data.
Il porto di Trapani, con le sue attività e il suo indotto, resta dunque al centro del dibattito politico ed economico cittadino. Una questione strategica, che riguarda da vicino il futuro dell’intera città.


















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