Olimpia Milano-Trapani Shark, Repesa: “Orgoglioso dei miei ragazzi”

Al Forum, il boato che accoglie Jasmin Repesa: cori, applausi, bandiere granata che sventolano. Il coach croato avanza verso la curva ospiti con passo lento, guardando negli occhi i tantissimi tifosi che hanno affrontato chilometri pur di essere lì. È un momento di quelli che restano nella memoria collettiva, una fotografia destinata a diventare racconto.

“Complimenti di cuore ai ragazzi per l’anima, per tutto quello che è stato messo in campo”, dice il coach croato in sala stampa, lasciando filtrare una gioia che è più gratitudine che esaltazione. Il pensiero corre subito a quel popolo granata che aveva riempito il settore ospiti: “Renderli orgogliosi è una felicità enorme”.

Eppure non è stata una notte lineare. Milano è rientrata due volte, facendo tremare certezze e panchina. Il momento più duro? “I cinque falli di Alibegovic e Petrucelli”, ammette. Lì è sembrato che l’equilibrio potesse spezzarsi. E in quei minuti caldi è arrivata anche la scelta discussa: niente timeout aggiuntivi. Repesa racconta di aver preferito fidarsi della squadra, dopo aver già richiamato tutti all’ordine spiegando cosa serviva per vincere: controllare i rimbalzi, correre con criterio, evitare forzature. Ma la tentazione dell’eroe aveva affiorato: “Rossato ha preso una tripla in transizione, Eboua uguale, poi passi… Allen e Alibegovic lo stesso. Ognuno voleva uccidere la partita, ma non si fa così. Si gioca di squadra, si trova l’uomo con il vantaggio”. Una lezione più che un rimprovero, consegnata con la schiettezza che lo contraddistingue.

Tra i protagonisti della serata c’è JD Notae. “Lo conosciamo bene: la palla andava data a lui, ma prima bisognava creare situazioni per lui”, sottolinea. E, nonostante qualche distrazione difensiva — soprattutto su Brooks, lasciato libero due o tre volte — Repesa guarda alla prestazione complessiva con lucidità: contro Milano, chiudere tutto non è possibile. “Sono versatili, hanno tiratori, specialisti, gente che gioca bene in ogni posizione”.

Poi l’analisi si allarga, perché una vittoria così pesa eccome, ma va interpretata con misura. È un successo enorme, “straimportante”, soprattutto perché ottenuto in casa di una delle società più storiche del basket europeo. Ma il coach non si nasconde dietro trionfalismi: Milano arrivava da una settimana massacrante, con assenze pesanti e scorie sia fisiche che mentali. “Questo ci ha aiutato”, riconosce con onestà.

E allora cosa cambia? È qui che Repesa sorprende di più: “Per il nostro campionato non cambia niente”. Nessuna deriva entusiastica, nessuna fuga in avanti. L’obiettivo è chiaro e pragmatico: la partita contro Reggio Emilia prima della pausa, decisiva per blindare un posto nelle Final Eight.