Chiusura delle scuole, Codici scrive al presidente Musumeci

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di Mario Torrente

L’associazione Codici ha chiesto al presidente della Regione Siciliana, onorevole Nello Musumeci, di adeguare al quadro normativo nazionale la circolare del 12 gennaio 2022 e l’ordinanza del 7 gennaio 2022.

Nella nota, a firma dell’avvocato Vincenzo Maltese, l’associazione a tutela dei diritti dei cittadini “Codici” si è fatta portavoce dei genitori che si sono rivolti alla delegazione di Trapani per chiederne l’intervento in  modo da fare tornare i loro figli a scuola alla luce delle recenti pronunce dei Tar in altri comuni siciliani, come Palermo, Siracusa ed Agrigento. Da qui la richiesta, trasmessa al presidente Nello Musumeci ma anche agli assessori alla salute ed alla Sanita Ruggero Razza e Roberto La Galla, per adeguare la normativa regionale a quella nazionale. Sollecitando anche la predisposizione di appositi pareti da inviare ai sindaci che, dopo il passaggio dei loro comuni in zona arancione, hanno firmato le ordinanze di chiusura delle scuole dopo il parere favorevole dell’Asp alla dad a fronte dell’aumento dei casi di covid nel territorio. Richiamando, nei loro provvedimenti, la circolare del 12 gennaio 2022 a firma degli assessori Lagalla e Razza e l’ordinanza regionale del 7 gennaio 2022 a firma del presidente Musumeci, dove è prevista la possibilità di sospendere le attività didattiche previo parere obbligatorio dell’Asp.

Ma la legge nazionale, la numero 133 del 24 settembre 2021 limita il potere di ordinanza dei sindaci esclusivamente alla zona rossa, come ricordato dall’avvocato Maltese che ha sottolineato come questa discrasia sia “stata fatta propria dai Tar Sicilia che hanno sospeso con decreto diverse ordinanze sindacai”, come a Palermo, Agrigento, Patti, Messina e Siracusa, su impugnazione sia del Ministero della Istruzione che dei comitati dei genitori “motivando con la superiorità nella gerarchia delle fonti – ha evidenziato il responsabile delle delegazione di Codici – della legge nazionale rispetto a quella regionale”. Da qui la richiesta di adeguamento della normativa regionale a quella nazionale, autorizzando così a chiudere le scuole solo in zona rossa previo parere dell’Asp. L’avvocato Maltese si è quindi soffermato anche sulle difficoltà dei genitori lavoratori che non possono assentarsi per seguire in dad i figli più piccoli , rimarcando come, nonostante la chiusura delle scuole, nelle ore pomeridiane tanti giovani sono comunque liberi di incontrarsi ed assembrarsi vanificando i provvedimenti restrittivi adottati per gli ambienti scolastici”.