I social rappresentano una forma di riscatto per i ragazzi del Sud?

Nasce “Schermi Futuri. Generazione Z e social fra legami liquidi e nuove comunità”, primo Libro Bianco nato dall’Osservatorio Schermi Futuri ideato e promosso da Unieuro per indagare e comprendere il rapporto tra la tecnologia e le persone.
Il primo capitolo di questo percorso è dedicato alla Generazione Z – i cosiddetti zedder, ovvero adolescenti e giovani fino a 24 anni di età.
Direttore scientifico di eccezione del progetto Schermi Futuri è il Dott. Paolo Crepet, che ha determinato l’area di ricerca, definito – con il partner tecnico Ipsos – le caratteristiche metodologiche e demografiche dell’indagine e creato un questionario approfondito specifico
per intercettare le diverse sfumature del “sentire” che il rapporto con i social genera nei nostri
ragazzi.
La ricerca è stata condotta su un campione di circa 1.200 ragazzi di età compresa tra i 14 e i
19 anni attivi sui principali social media (Facebook, Instagram, YouTube, TikTok, Twitch e Twitter), attraverso sondaggi via web e interviste face-to-face online, con domande di profilazione e sui comportamenti online, sulle emozioni provocate dai social e su come ci si
auto-percepisce sulle diverse piattaforme.
Dall’analisi condotta sui comportamenti e sulle auto-percezioni che gli zedder hanno di sé sulle piattaforme sono state identificate otto comunità, con denominazioni evocative di altrettanti stati d’animo o sensazioni:
• Gli esuberanti spensierati (18% del campione), in prevalenza studenti che vivono i social come una naturale continuazione della reale vita sociale;
• Gli audaci per emergere (15% del campione), caratterizzati da coraggio e bisogno di originalità;

• I bramosi di ammirazione (20% del campione), più giovani della media (14-16 anni 55% v/ 50%), che vivono maggiormente al Sud (36% v/28%) e nelle grandi città (64% v/49%) e per i quali l’obiettivo è apparire;
• I genuini concreti (15% del campione), più partecipi alle dinamiche della vita quotidiana e familiare, hanno molti amici e si sentono sereni e liberi, non credendo che i social li aiutino a valorizzare pienamente i propri sentimenti;
• I pacati riflessivi (18% del campione), abituati a procedere con cautela, che fanno dei social un uso “passivo” e vivono nel mondo reale, dove si esprimono al meglio;
• I poetico-passionali (16% del campione) che si definiscono sensibili, a volte timidi e
spaventati, e sono in maggioranza ragazze fra i 17 e i 19 anni. Vivono i social come un
luogo di continuità con gli affetti della vita reale;
• Gli introversi taciturni (14% del campione), persone solitarie e schive che non amano
folla e parole, sono più grandi di età – 17-19 anni;
• I tenebrosi isolati (5% del campion), ragazzi cupi ed insicuri, anche loro più grandi di età (17-19 anni) e che provano emozioni negative sui social.
La ricerca Schermi Futuri è significativa proprio perché coglie una nuova maturità e
consapevolezza da parte dei giovani che non considerano i social media un bene o un male a priori, ma un mezzo la cui funzione è neutra e adattabile agli utilizzi concreti di ciascun individuo.
L’indagine si è poi concentrata sull’analisi delle emozioni generate dall’uso delle piattaforme online, con la volontà di offrire uno strumento inedito di valutazione. I risultati, confluiti nel Libro ” Schermi Futuri. Generazione Z e social fra legami liquidi e nuove comunità”, scritto
dal Dott. Crepet, fanno emergere evidenze relative ad importanti aree di attenzione e aspetti di vulnerabilità, riassumibili in quattro macro-aree:
• Immagine corporea: molti appartenenti alla Generazione Z hanno un’immagine
distorta del proprio corpo a causa del confronto con standard non realistici;
• Dipendenza da social: emozioni negative e FOMO (Fear Of Missing Out);
• Noia e solitudine: differenze tra vita reale e vita sui social;
• Cambiamento nella comunicazione e nelle relazioni: ghosting e cyberbullismo.
L’Osservatorio Schermi Futuri guarda già al domani, in un’ottica propositiva e formativa. Grazie alla consulenza di Paolo Crepet, l’indagine si completa con un decalogo dedicato a educatori, genitori e insegnanti.