Le nomine del CSM e le bocciature del TAR

Nell'approfondimento di oggi, il Presidente di Telesud Massimo Marino fa una riflessione alla luce dell'ennesimo pronunciamento dei giudici amministrativi che bocciano le decisioni del Consiglio Superiore della Magistratura.

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Ancora una volta, il TAR del Lazio ha annullato il pronunciamento del Plenum del CSM su una nomina di ruolo. Come prevedibile, questa volta, è toccato a quella di Gabriele Paci, come Procuratore di Trapani, su ricorso dell’attuale omologo ad Enna Massimo Palmeri. Una sentenza che ricalca quella di Marcello Viola rispetto all’indicazione di Michele Prestipino a Roma. Tant’è che i legali del ricorrente erano gli stessi, così come parte dell’argomentazioni; soprattutto per anzianità e curriculum dirigenziale. Ed, infatti, i giudici amministrativi hanno perentoriamente bocciato anche questa decisione del Consiglio Superiore. Una delle tante, c’è da dire. Nonostante ciò, sembra che il Governo della magistratura sia indifferente a tutto. Allo scandalo Palamara così come all’indignazione dell’opinione pubblica per i suoi scritti; alle bocciature del Tribunale Amministrativo Regionale…, nulla lo scalfisce. Tira dritto per la sua strada con accordi correntizzi in barba alle loro stesse regole dettate nelle disposizioni della Circolare contenente il Testo Unico sulla dirigenza giudiziaria. Chi scrive, com’è noto, proviene da una famiglia che conosce molto bene gli ambienti giudiziari siciliani e trapanesi in particolare. E so perfettamente che Paci e Palmeri, per molti anni in attività a Trapani ed assai apprezzati dall’intero ambiente giudiziario di via XXX Gennaio, sono degnissime persone e degli integerrimi magistrati. Ma non è questo il punto. Se tutto ciò fosse avvenuto per qualsivoglia dirigente pubblico come minimo chi avrebbe fatto la nomina sarebbe stato sbattuto all’Asinara. Per i consiglieri del CSM acqua di rose. Sempre. Chi ha l’onore e l’onere di giudicare in nome del Popolo Italiano DEVE essere più specchiato di tutto e tutti. Invece, fanno e disfanno come gli pare. È ancora più emblematico che i giudici amministrativi non sono tutti provenienti dalla magistratura. Provengono anche dall’avvocatura, dall’Università così come dirigenti generali ministeriali. Insomma, non mi sorprenderebbe che tale atteggiamento irriguardoso verso un organo istituzionale gerarchicamente superiore nella circostanza fosse dovuto quasi ad una impurità “genetica” di fondo. Si badi, dopo i pronunciamenti del Tribunale Amministrativo, quasi mai il CSM fa tesoro delle sue sentenze ritornando sui propri passi. Le nomine, dopo il secondo grado, sempre in sede amministrativa, tornano al CSM. Insomma, basta attendere per farla “mangiare squarata” (come dicono a Bolzano…) al TAR del Lazio competente per le controversie relative ad atti provenienti da una amministrazione statale, compresa quella dei giudici. Ovviamente, tutto ciò, nel silenzio assordante della politica che non riesce ad arginare questo strapotere se non quando addirittura partecipe a tali scelleratezze. Luca Lotti docet. Tutto ciò è tanto inaccettabile quanto vergognoso. Ma bisogna pur sempre riuscire a provare vergogna per vergognarsi. 

Massimo Marino
Presidente di Telesud