Riflettori puntati sulla palestra incompiuta di porta Spada, struttura che si trova nel cuore del bosco di Erice, adibita dall’amministrazione comunale a centro di raccolta dei rifiuti. Per la sua realizzazione a suo tempo vennero abbattuti circa 300 alberi. Ma al danno ambientale si è aggiunta la beffa di avere una palestra mai ultimata dove nessun bambino o ragazzo ericino ha potuto praticare sport. In compenso, però, negli anni ci hanno portato tonnellate di immondizia raccolta per le strade del borgo medievale. Trasformando di fatto quello che doveva essere un impianto a servizio della comunità ericina in una discarica. Dando un’immagine, nel cuore dell’ultimo polmone verde del Monte e poco sotto le millenarie Mura Elimo-Puniche di Erice, che va ben oltre il pugno allo stomaco, come documentato, con tanto di fotografie, da Simona Mannina.
Il consigliere comunale di Erice in un post pubblicato su Facebook ha contestazione la situazione in cui si trova la palestra di Porta Spada, dove finisce tutta l’immondizia raccolta ad Erice, ingombranti compresi. I rifiuti, dopo essere stati portati all’interno del perimetro della struttura, successivamente vengono portati a valle per essere smaltiti come previsto dalla normativa. L’area esterna della palestra si ritrova così piena di spazzatura. Il quadro che ne viene fuori è quello di una discarica a cielo aperto, dando un’immagine non proprio edificante della zona, visto che percorrendo i sentieri del bosco ad un certo punto la prospettiva si “apre” sulla struttura circondata dai rifiuti. E non è sicuramente un belvedere per chi cammina tra i silenzi ed i profumi del bosco del Monte. Anche perchè ad un certo punto gli odori si fanno piuttosto nauseanti.
Si tratta di una situazione che va avanti da anni e per cui adesso Simona Mannina vuole vederci chiaro, annunciando la presentazione di un atto ispettivo all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Daniela Toscano. “Questa – ha scritto la Mannina in un post su Facebook – è la situazione della Palestra di Porta Spada…Erice Capoluogo…una discarica a cielo aperto, un CCR…ma c’è qualche autorizzazione a far stazionare i rifiuti lì? L’amministrazione che fa? Tutto ciò è inammissibile! Chiederò spiegazioni a chi di dovere!!!”
L’esecutivo del sindaco Toscano punta comunque a recuperare la palestra mai ultimata di Porta Spada, per adesso adibita a discarica. Tant’è che nelle scorse settimane il Consiglio comunale di Erice, dopo una prima bocciatura, ha approvato una variazione al Piano triennale delle opere pubbliche per permettere di attingere ad un finanziamento che potrebbe portare ai lavori all’avvio dei lavori di riqualificazione, adeguamento e manutenzione straordinaria della palestra di Porta Spada per un importo di un milione e 700 mila euro con l’obiettivo di completare la struttura e farla entrare in funzione. Dopo diversi decenni dall’abbattimento dei 300 alberi del bosco, le colate di cemento nel cuore del polmone verde del Monte e tutte le tonnellate di rifiuti portati dove proprio non sarebbero mai dovuti andare a finire. Ed invece qui è andata così. E siamo ad Erice, uno dei borghi di belli e conosciuti d’Italia. Dove una palestra costruita nel bosco, per di più vicino ad uno dei monumenti archeologici più antichi e meglio conservati della Sicilia, non viene nemmeno ultimata e finisce con l’essere adibite ad un Centro comunale di raccolta di rifiuti. Una discarica insomma. Che a guardarla dal bosco, con tutti quei rifiuti attorno, sembra proprio un “ecomostro”. Deturpando tutto il carico di bellezza che da sempre alberga da queste parti.
Mario Torrente


















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