“Avete qualcosa per cui vale la pena vivere? Avete qualcosa per cui vale la pena morire?”. Domande antiche eppure attuali, che risuonano ancora oggi al Teatro Antico di Segesta con lo spettacolo “Antigone e i suoi fratelli”, firmato da Gabriele Vacis, andato in scena sabato e domenica scorsi al Teatro Antico di Segesta, raccogliendo lunghi applausi da un pubblico numeroso e partecipe.
Un lavoro che attinge alle tragedie di Euripide e Sofocle, ma che cerca di spogliare Antigone dal solo ruolo di rivoluzionaria, per indagare le scelte profonde non solo della giovane eroina, ma anche di Creonte, dei fratelli, della ragion di Stato.
Sul palco i giovani attori di PoEM, Potenziali Evocati Multimediali, che con Vacis hanno portato avanti una ricerca coraggiosa anche nelle scuole e nelle carceri. Obiettivo: comprendere perché due fratelli arrivino a combattersi, e quale sia davvero l’intento di Antigone.
Un successo che conferma Segesta come palcoscenico privilegiato non solo per il teatro classico, ma anche per le riflessioni sul presente che i classici ancora oggi sanno ispirare.


















![Trapani Shark: nonostante il caos arriva la nona vittoria [GALLERY]](https://www.telesudweb.it/wp-content/uploads/2025/12/copertinashark-218x150.jpg)

















