“Errori gravi, il piccolo Giorgio si poteva salvare”: lo hanno detto i tre consulenti tecnici nominati dalla Procura, testimoniando al processo, innanzi al tribunale di Trapani, per la morte del bambino di cinque anni. Giorgio è deceduto nel giugno del 2023 all’ospedale pediatrico di Cristina. I consulenti hanno confermato – e in parte ampliato – i profili di responsabilità a carico del medico imputato, accusato di non aver adottato le misure necessarie per evitare il tragico epilogo.
Secondo i periti, il quadro clinico del bambino richiedeva una diagnosi tempestiva e un intervento immediato di idratazione. “L’evoluzione della peritonite acuta – hanno spiegato – può essere molto rapida, ed è quello che purtroppo è accaduto in questo caso”. Le loro conclusioni avvalorano le tesi sostenute dalla famiglia del piccolo, assistita dall’avvocato Massimiliano Fabio, che parla di “gravi violazioni dei protocolli e delle linee guida”.
“È stato ribadito – ha detto il legale – come siano mancate la necessaria prudenza e sorveglianza. Sentirsi dire oggi che con un minimo di attenzione Giorgio si sarebbe potuto salvare è un colpo durissimo per i genitori”.
Il bambino, secondo quanto ricostruito, era stato inizialmente visitato dal pediatra Antonio Eros Somma accusato di omicidio colposo. Poi la madre lo aveva portato al pronto soccorso e, infine, al Di Cristina, dove il quadro clinico si era aggravato irrimediabilmente.
La prossima udienza è fissata per il 14 gennaio. In quella sede verranno ascoltati il consulente tecnico di parte nominato dalla famiglia e un testimone della parte civile. Successivamente toccherà al consulente della difesa. Al termine, il giudice valuterà l’eventuale esame dell’imputato.


















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