La nuova edizione dell’Indagine sulla Qualità della vita 2025, realizzata da ItaliaOggi e Ital Communications in collaborazione con l’Università “La Sapienza” di Roma, conferma un’Italia ancora divisa in due. Da una parte il Centro-Nord, trainato da servizi efficienti, infrastrutture solide e un buon livello di reddito; dall’altra il Mezzogiorno, dove persistono criticità economiche, sociali e sanitarie.
In cima alla classifica torna Milano, grazie alla forza del suo sistema produttivo e a servizi considerati tra i più performanti del Paese. All’estremo opposto, invece, si collocano Caltanissetta, Crotone e Reggio Calabria, tre province che fotografano con chiarezza la distanza crescente tra Nord e Sud.
Nel quadro delle 107 province analizzate, la Sicilia continua a mostrare fragilità importanti. Palermo e Catania arretrano nella categoria Ambiente, mentre diversi territori dell’Isola risultano penalizzati negli indicatori dedicati a lavoro, sicurezza sociale, servizi e sanità.
Una situazione che riguarda da vicino anche Trapani, che si ferma al 91esimo posto della classifica generale. Qui i dati mettono in evidenza carenze nei servizi per anziani e bambini, nel livello di istruzione e nella dotazione del personale sanitario. Critici anche gli indicatori sulla salute pubblica: aumentano i casi di obesità e cresce il ricorso ai farmaci per patologie croniche. Sul fronte scolastico, molti studenti non raggiungono le competenze minime in matematica e comprensione del testo, confermando un divario educativo ancora profondo.
L’indagine esamina nove aree tematiche, dal lavoro all’ambiente, dalla sanità al turismo, suddividendo l’Italia in cinque macro-cluster territoriali. Solo 60 province su 107 ottengono una qualità della vita definita buona o accettabile: un dato in calo rispetto agli anni precedenti, segnale di un malessere diffuso.
E mentre Bolzano guida categorie come affari, lavoro e ambiente, diverse province meridionali continuano a chiudere le graduatorie.
In questo contesto, la Sicilia – e Trapani in particolare – resta uno dei territori che più necessita di interventi mirati, capaci di tradurre piccoli miglioramenti in un vero rilancio. Una sfida cruciale per ridurre un divario che, ancora oggi, pesa sul futuro dell’Isola.


















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