Antimafia, fra assoluzioni e restituzioni

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Assoluzione del commercialista Miserendino e dissequestro dei beni a Funaro; il commento del presidente di Telesud Massimo Marino.

Luigi Miserendino (a sx nella foto) è stato assolto in primo grado. Pietro Funaro (a dx nella foto), in appello, ha avuto ragione nel processo di misure di prevenzione. Il primo era accusato dalla Procura di Palermo di essere connivente con il mafioso Ferdico nell’ambito dell’amministrazione giudiziaria del “re dei detersivi”; mentre il secondo era accusato dal Tribunale di Trapani di vicinanza alla Cosa nostra locale per l’attività di impresa di famiglia. Ero stato duro con Miserendino; non tanto per il provvedimento cautelare in sé, stigmatizzandolo più volte con lo spirito garantista che contraddistingue la nostra linea editoriale, ma per il doppiopesismo che aveva caratterizzato il suo arresto dal “fuoco amico” della stampa a lui assai vicina per il suo ruolo in Libera. La testata “di famiglia” era stata surreale nel prodigarsi in un ultragarantismo mai riscontrato a quelle latitudini, anzi; ogni arresto di persone “lontane dal cerchio magico” piuttosto di sequestri e confische operate in particolare dal Tribunale di Trapani, era salutato quasi come un metaforico boato d’ovazione verso gli inquirenti mentre il malcapitato era messo alla gogna senza andare troppo per il sottile o, comunque, con un trattamento ben diverso da quello riservato a Miserendino. Noi, invece, siamo ben lieti di restituire “l’onore” al professionista palermitano, dandogli gli stessi spazi che a suo tempo gli dedicammo per la cronaca dei fatti. Il cerchio magico, invece, come al solito, ha trovato occasione per sproloquiare su chi non è conforme al pensiero unico che ha fatto da padrone in tanti anni d’antimafia praticante arrivando, in maniera pretestuosa, a mettere all’indice il nostro Gruppo Editoriale ed il sottoscritto, scrivendo di delegittimazioni studiate a tavolino. Fra chi di grazia? Fra Telesud ed i PM di Palermo? Semplicemente ridicoli. Funaro, ennesima storia con finale in chiaro scuro; la famiglia di costruttori belicina, dopo decenni di attività sull’isola, si è vista chiudere l’impresa per mancanza di commesse. Una azienda floridissima che l’amministrazione giudiziaria in pochi anni ha raso al suolo dopo le misure di prevenzione di primo grado. In appello, la stessa Procura Generale ha chiesto la residuale restituzione dei beni confiscati a Trapani; il giudice ha restituito dignità ai Funaro, il chiaro…, ma dipendenti e azienda sono andati persi, lo scuro; anzi, notte fonda come tante decine e decine di vicende che hanno vanificato migliaia di posti di lavoro in Sicilia negli ultimi anni. Ovviamente, gli stessi cerchi magici dell’antimafia, dopo aver scritto fiumi di mascarimenti camuffata da informazione, iniziando, certamente senza averla studiata a tavolino…, dal coinvolgere la nostra emittente nel tritacarne mediatico solo perché l’avvocato Funaro, su oltre 20 milioni di euro di sequestro, avesse l’uno virgola nulla per cento, dal valore di poche migliaia di euro, di quote di Telesud su decine e decine di partecipazioni in pancia nell’operazione. Superfluo dire che, in questi giorni, la stessa stampa non ha dedicato praticamente nulla alla restituzione dei beni, dopo appena 5 anni e mezzo…, e l’ennesimo buco nell’acqua “del bello dei beni confiscati”. Mi domando: sbadato doppiopesismo o vergognoso strabismo volontario voluto e cercato “a tavolino”?

Massimo Marino
Presidente di Telesud