Il ceto chiede chiarezza
Ad una settimana esatta dall’inizio delle processioni della Settimana Santa a Trapani, il gruppo sacro de “La coronazione di spine” ha diffuso una nota agli organi di stampa avanzando alcune perplessità circa la fase organizzativa della processione dei Misteri edizione 2024. Come noto, l’associazione a cura del ceto dei fornai è fuori dall’Unione Maestranze e a cui manifesta delle puntualizzazioni circa il regolamento specificando come «noi non siamo stati coinvolti, stessa cosa avvenuta anche per la scelta dell’itinerario». A proposito del percorso dei sacri gruppi la nota – a firma del capo console Benvenuto Lantillo – sottolinea «il divieto totale di far suonare la banda in tutta la via Nunzio Nasi per non ostacolare l’uscita dalla chiesa del gruppo che segue dopo del gruppo che segue dopo, giusto divieto se non fosse che si fa un’eccezione (guarda caso…) col ceto dei muratori ai quali viene concesso di far suonare la loro banda davanti la loro sede (in via Nunzio Nasi), appare evidente come la garanzia di non essere disturbati durante la propria uscita dalla chiesa appartenga a tutti i gruppi meno che a noi del ceto dei fornai che abbiamo l’amara sorte di seguire tale ceto, che non si preoccupa se il proprio egoismo ed egocentrismo possa recare in qualche modo un danno a qualcuno». Da lì la decisione del ceto dei fornai: «vista la portata del numero di elementi della banda che ci precede e vista la deroga che si fa nei loro confronti autorizzandoli a suonare in via Nunzio Nasi, resteremo fermi fin quando i signori non avranno finito di farsi al loro “festa” (così la chiamano) per consentirci un’uscita dignitosa, come è giusto che sia, senza disturbi “sonori” di altri, pertanto eventuali ritardi da quel momento non saranno di certo a noi attribuibili».
E poi, ancora: «Proseguendo nella lettura del regolamento ci accorgiamo che il divieto di suonare si protrarrà nelle via Enrico Fardella e San Francesco (giustamente per non arrecare danno a chi sta uscendo dalla Chiesa ed evitando l’incrocio delle musiche), ma casualmente tale divieto si interrompe all’altezza dell’incrocio con la via Serisso, forse perché subito dopo vi è la sede dei Naviganti? Considerando anche le altre “concessioni” fatte ai pescatori, ai pescivendoli e ad altri, non è che questa prima parte d’itinerario è stata pensata tenendo conto dei “capricci” di alcuni ceti senza invece garantire al massima affluenza, sicurezza e il massimo prestigio a questa processione a beneficio di tutta la cittadinanza? E se ogni gruppo avesse una “esigenza” più o meno di questo tipo lungo quelle vie, cosa succederebbe, verrebbero concesse a tutti o verrebbero fatte delle scelte in base a non si sa cosa? La risposta a queste domande sta appunto nella precisazione precedente, ovvero nel fatto che per esaudire al proprie “esigenze” non ci si preoccupa di recare danno a chi che sia, a maggior ragione se lo si arreca a coloro i quali sono in disaccordo con voi o fuori dalla vostra associazione». «Ma a tal proposito – continua – ci teniamo a sottolineare che pur non essendo soci dell’Unione Maestranze siamo parte integrante della Processione dei Misteri e contrariamente ai vostri manifesti modi d’ignorare la nostra esistenza noi ESIGIAMO di essere coinvolti nelle scelte dell’itinerario e nella redazione dei termini di regolamento, altrimenti non ci è possibile accettarlo e sottoscriverlo, soprattutto se alcune concessioni finiscono col compromettere la buona riuscita della nostra processione».
Insomma, animi tesi a pochi giorni dall’inizio della settimana più importante in città.


















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