Marsala: da imprevisto a terra di libertà. La gratitudine di una crocierista della Costa Deliziosa che racconta il sogno del suo viaggio

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“Porterò la sua Città nell’Anima, desiderosa di visitarla al più presto”. Parole che sgorgano da un imprevisto, e che ora custodiscono un mare di pensieri. Perché ogni storia, contiene quasi sempre altre storie, a volte altri mondi, da raccontare. A dirle, e scriverle, è Dolores D’Avanzo, una crocierista della Costa Deliziosa, la nave ritrovatasi nei giorni scorsi, per caso, nelle acque al largo di Marsala, per la necessità di affidare alle cure dell’ospedale ‘Paolo Borsellino’ un passeggero in gravi condizioni di salute, il cui temuto pericolo ‘coronavirus’ è stato subito scongiurato dall’esito negativo dei due tamponi cui è stato sottoposto. Dolores, con un video pubblicato sulla sua pagina facebook, rende omaggio alla città di Marsala e alle sue coste: l’approdo fuori programma di un lungo viaggio iniziato il 5 gennaio scorso e ora in procinto di concludersi. Marsala è una parentesi di cura, di conforto, di speranza. “Ho già organizzato con delle amiche di disavventura il viaggio di ritorno, per conoscere la città – dice – mentre racconta l’epilogo di un viaggio ricco di sorprese, e riflessioni – . Stiamo navigando verso Barcellona dove domattina alle 7 circa è previsto lo sbarco dei soli cittadini spagnoli. Noi proseguiamo per Genova, dove è previsto l’arrivo il 21 in tarda mattinata o pomeriggio, e lo sbarco il 22”. Dolores spiega che i crocieristi della Costa Deliziosa hanno vissuta un’esperienza dalle tante sfaccettature, dal momento che a bordo, per cultura ed esperienze trasversali, i passeggeri sono scissi, come forse è naturale che sia. “C’è chi, come il mio gruppo, è scioccato da questa Trappola Emozionale – dice – e chi non ha mai smesso di divertirsi e mangiare come se il mondo fuori non gli appartenesse”. Un sentimento che ha riguardato anche il rumoroso popolo dei social, cui il sindaco di Marsala, Alberto Di Girolamo, si è rivolto nelle scorse ore con un post dalla propria pagina facebook, per ribadire che è importante riflettere su quanto si è verificato e su cosa significhi veramente essere solidali, sulla necessità di imparare a mettersi nei panni dell’altro prima di giudicare. Sul fatto che “i siciliani sono conosciuti in tutto il mondo come un popolo generoso e accogliente, e che per questo è importante imparare ad esserlo tutti, ad esserlo veramente e nel profondo, anche e soprattutto nelle situazioni più difficili”. Dolores D’Avanzo era a bordo della Costa Deliziosa per portare avanti un progetto al quale sta lavorando per suggellare una promessa, per un’esperienza che coniugasse lavoro e sentimento; per un altro obiettivo della sua missione: una sceneggiatura che serviva a sostenere il sogno di Francesco, “Il mio amore immenso”, un famoso geologo ligure di Alassio mancato un anno e mezzo fa, ossia Il Museo del Mare di Francesco Scarpati. A quest’uomo lei ha dedicato ‘L’Arascin’, un brand che nel nome del geologo vuole diffondere l’immagine di Alassio e dare vita al Museo nella frazione di Moglio, in quella che fu la storica sede della Società Operaia. Un progetto che il geologo alassino accarezzava da anni, un posto dove sistemare valigie piene di minerali, carte, studi. “Fino a Bora Bora – dice Dolores – tutto è stato normale nonostante da fine gennaio gli scenari globali mettevano in evidenza il nostro viaggio compromesso. Ciò che porterò nel cuore è che come in ogni odissea i buoni e i cattivi vengono messi in evidenza. Io volevo realizzare una sceneggiatura di un futuro in cui l’uomo sarebbe stato sottoposto a scelte etiche forti, e durante una guerra batteriologica le anime finivano con il separarsi: bianchi e neri, buoni e cattivi. La realtà però mi ha superata. Mi è bastato aggiornare il diario di bordo”. Il viaggio di Dolores, del paziente livornese attualmente ricoverato all’ospedale ‘Paolo Borsellino’ e degli altri 1817 passeggeri, è iniziato il 5 gennaio. “Nel bel mezzo di un inizio di guerra tesa tra Iran e America – dice -. Ero allertata che gli alleati iraniani, Cina, Korea, Russia, stavano già spostandosi verso la nostra rotta asiatica; poi dopo pochi giorni Wuhan e tutta l’opinione pubblica è stata confluita sul Covid19”. Dolores D’Avanzo si occupa di Geopolitica Globale e si definisce una Storica per passione. E’ partita sola, ma a casa ha cinque figli e una nipotina, Jael, che non ha mai lasciato soli. “Qui non potevo ballare e divertirmi: è diventata una tensione nella tensione – spiega -. Avevo organizzato con la mia amica Doriana, scrittrice e poetessa di Alassio, di scrivere una sceneggiatura a più mani sulla storie di donne eroine e vicine all’umanità in un tempo disumano. Storie parallele e intrecci. Il paziente accolto dalla vostra Marsala è rimasto giù. Ieri mi è stato riferito che è in condizioni stabili. Siamo stati molto in apprensione per lui e mi fa arrabbiare che non si comprenda che su questa nave non ci sono solo persone egoiste, viziate, ma molti passeggeri con le loro storie, i loro sogni, i loro progetti e sacrifici. Con la loro anima”. E qual è la cosa più bella che aveva visto in questa crociera? “A Tauranga, i delfini liberi nell’Oceano…”. Ma a Marsala si torna. “Assolutamente. Ho già organizzato con Patrizia, una delle mie care amiche di odissea. Per me Marsala è stata la LIBERTÀ”.

J.C.