Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, è stato stamane in via d’Amelio, a Palermo nel trentesimo anniversario dalla morte del giudice Paolo Borsellino e dei cinque agenti della scorta, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, uccisi dalla mafia.

Bianchi ha incontrato diverse associazioni antimafia, alcuni familiari di vittime e poi si è soffermato con i bambini che stanno partecipando all’iniziativa “Coloriamo via d’Amelio”. “Non sto facendo una passerella. Sono venuto qua per i miei ragazzi. Col Centro studi Borsellino lavoriamo insieme tutto l’anno e tutto l’anno vuol dire 365 giorni non una passerella e via” ha detto il ministro dell’istruzione. La manifestazione è promossa dal Centro studi Paolo e Rita Borsellino nell’area allestita accanto all’albero della pace, l’ulivo piantato davanti all’ingresso dell’edificio dove abitava la madre del giudice assassinato e che è diventato simbolo della lotta per la legalità.

“Per noi essere qui significa ricordare il sacrificio di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta. Bisogna coltivare la memoria “, hanno detto ai cronisti un gruppo di ragazzine presenti in via D’Amelio. Proprio il mondo della scuola è quello chiamato a conservare la memoria più autentica di Paolo Borsellino e dei principi di legalità, giustizia e verità, come ha ricordato il presidente della repubblica Mattarella e confermato il ministro dell’Istruzione Bianchi. Il servizio

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