di Mario Torrente
Molti lo ricordano come un bosco fatato. Tanto era bello e avvolgente, con tutte quelle essenze ed i colori che accompagnavano il cammino tra alberi e sentieri. Qui sono nati amori. Qui hanno giocato diverse generazioni di bambini. Qui le famiglie hanno potuto vivere le loro giornate a contatto con la natura. Questo era il regno delle passeggiate alla scoperta delle meraviglie di un angolo di Sicilia senza tempo che sembrava davvero staccato dal resto dell’isola. Quasi fosse un’isola nell’isola. Ma tutta verde. E circondata dal verde. Verde che oggi non c’è più. Quell’isola, regno di funghi, corbezzoli, lecci, roverelle, sugheri, pini, eucalipti, istrici, conigli e di una immensa varietà di insetti e piante, non esiste più.
Il terribile incendio che ieri ha devastato Bosco Scorace si è preso 600 ettari di natura. Di alberi. Di vita. Seicento su settecento ettari in totale di area boscata. Forse anche di più. È rimasto davvero poco. Quasi nulla. E la conta dei danni è ancora tutta da fare. Di sicuro c’è che il fuoco ha attraversato per intero il bosco, distruggendo l’area attrezzata ed il caratteristico “pagghiaro”, uno dei simboli di Bosco Scorace. Che non era solo un bosco con un meraviglioso giardino caratterizzato da una immensa biodiversità. Era un patrimonio che apparteneva a tutta la Sicilia. Non solo al territorio di Buseto Palizzolo o alla provincia di Trapani, visto che era l’ultimo grande polmone verde rimasto, un vero e proprio giardino botanico dove per decenni hanno lavorato Forestali innamorati del loro mestiere a contatto con la natura e di quel bosco. Forestali che al primo focolaio erano tutti lì per difendere i loro alberi, non guardando ad orari, ferie e turni di lavoro. Pronti a rischiare per spegnere il fuoco usando ogni modo per riuscirci. Compreso il controfuoco. Una volta si poteva. Oggi non più.
E ieri le squadre da terra hanno fatto il possibile per salvarlo. Ma stavolta non si è riusciti a fermare l’avanzata del fuoco. I tanto attesi canadair sono arrivati dalla Sardegna alle 18,30. Troppo tardi. Le fiamme erano già passate svalicando nel versante di Strafalcello. Ieri in Sicilia c’è stato l’inferno. Su 15 canadair della flotta aerea nazionale, 12 hanno operato in Sicilia. E così a Bosco Scorace è bruciato tutto. Gli elicotteri dell’Aeronautica, dell’82esimo Csar, hanno fatto ciò che hanno potuto. Ma l’incendio era troppo vasto. Il vento troppo forte.
Già nel pomeriggio il destino dell’ultimo polmone verde del Trapanese appariva segnato. Il fuoco, partito da contrada Mola, ha raggiunto il bosco seguendo la direzione del vento da Sud-Est. E pensare che il sindaco di Buseto Palizzolo Roberto Maiorana voleva chiudere la strada per Bosco Scorace nelle giornate di massima allerta incendi. Come ieri. Ma la sua ordinanza era in attesa di ricevere l’ok da parte degli enti preposti, dovendo passare dal vaglio della Prefettura e del Libero Consorzio Comunale, visto che la sp 57 è una strada di competenza della ex Provincia. Ed il primo cittadino aveva comunque disposto più controlli, mandando una pattuglia di vigili urbani, che attorno alle 11 si sono accorti del fumo. Il fuoco era già stato appiccato, iniziando la sua distruttiva corsa verso il bosco fatato che oggi si è svegliato con scenari spettrali. Devastato dal fuoco. Annerito in ogni suo angolo. Tutto ridotto in cenere.
Naturalmente sui social scorre la rabbia e l’indignazione dei cittadini che dicono basta questi scempi ambientali. C’è una crescente domanda di natura e di difesa dell’ambiente. Ma finora si è andati da tutt’altra parte. Incendio dopo incendio si sono persi gli ultimi boschi rimasti: Montagna Grande, San Matteo e Martogna. Lo Sparagio ormai è quasi del tutto desertificato mentre sulle altre montagna del Trapanese gli alberi si contano sulle dita di una mano monca, senza che finora si sia fatto nulla per invertire questa tendenza, tutelando il patrimonio naturalistico e puntando sulla riforestazione, mettendo in campo delle strategie antincendio per difendere quel poco che resta.
Per fare ciò c’è bisogno di una Forestale che funzioni. Con delle professionalità preposte al lavoro nelle montagne e nelle aree verdi. Con gli invasi antincendio funzionanti e le “antenne” pronte a dare acqua in caso di fuoco. Con i droni e le nuove tecnologie che possono dare una grande mano di aiuto. Con personale in servizio tutto l’anno e non per pochi mesi. Il precariato non aiuta il verde. E costa anche di più che avere personale effettivo a tempo indeterminato. Servono poi più controlli. E molte più guardie forestali, quando invece le piante organiche sono ben al di sotto di quanto previsto. Tutte richieste che le associazioni ambientaliste avanzano da anni alla Regione. Tra una manifestazione, un flash mob ed una marcia. Ed è probabile che nei prossimi giorni arriveranno altre prese di posizione. Nemmeno il silenzio aiuta i boschi, che possono morire due volte: la prima con il fuoco, la seconda quando, bruciati, vengo lasciati al loro destino.
Certo, Madre Natura saprà fare la sua parte. Ma gli uomini sapranno aiutarla, rimediando allo scempio causato dalle mani criminali degli incendiari? Piuttosto, come ovvio resta aperto il capitolo delle responsabilità. Chi e perchè ieri ha appiccato l’incendio che ha distrutto Bosco Scorace? A questo giro, vista la gravità del rogo, sicuramente quello più grave in questi due giorni considerato l’immenso patrimonio botanico completamente distrutto, sarebbe il caso di riuscire a fare luce sulle dinamiche che hanno portato alla devastazione di bosco Scorace.
Una crescente e sempre più attenta opinione pubblica, oltre a dire basta ai roghi, chiede verità e giustizia anche per gli alberi bruciati e tutta la flora e fauna carbonizzata. Non è più accettabile che nessuno paghi per gli incendi. Ancora molti altri boschi, bruciati anni addietro, attendono giustizia. Così come tante aree verdi attendono di rinascere. Piuttosto, cosa sarà fatto, ed in che tempi, per limitare i danni a Bosco Scorace provando a salvare qualche albero? Un intervento fatto come si deve, con le tecniche che i Forestali conoscono bene, potrebbe aiutare il bosco a rinascere. Perchè Bosco Scorace deve rinascere. Senza se e senza ma. Con l’aiuto e l’amore di chi ha a cuore l’ambiente e la propria terra.


























![Trapani Shark: nonostante il caos arriva la nona vittoria [GALLERY]](https://www.telesudweb.it/wp-content/uploads/2025/12/copertinashark-218x150.jpg)

















