Nomina di Tardino all’Autorità portuale: la Regione ricorre al Tar

Sarà l’ex europarlamentare Annalisa Tardino il nuovo commissario dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia Occidentale, l’ente che gestisce e coordina gli scali di Palermo, Termini Imerese, Trapani, Porto Empedocle, Licata e Gela.

A nominare direttamente Annalisa Tardino, già coordinatrice della Lega in Sicilia, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. «Un onore da affrontare con dedizione assoluta, spirito di servizio ed eleganza istituzionale» ha dichiarato l’ex eurodeputata, assicurando il massimo impegno per garantire «continuità amministrativa, efficienza gestionale e sviluppo del territorio, in un contesto strategico come quello dei porti, crocevia di crescita, occupazione e sostenibilità».

Sulla nomina, però, a storcere il naso sono tantissimi. Palazzo d’Orléans ha annunciato che la Regione siciliana impugnerà davanti al Tar il provvedimento del ministero, chiedendone la sospensione in via cautelare. «La decisione – si legge in una nota della presidenza – è motivata da due profili di illegittimità: la totale assenza di concertazione con la Regione e la mancanza dei requisiti soggettivi richiesti dalla normativa per l’assunzione dell’incarico, anche nella forma di commissario straordinario, che impongono una comprovata e specifica esperienza nel settore».

Non sono mancati i commenti critici da parte del mondo politico.

«La nomina di Annalisa Tardino è una vergogna – ha dichiarato il deputato regionale Dario Safina –. Non si può pensare che un ruolo strategico per lo sviluppo dei nostri territori venga affidato a chi non ha alcuna esperienza in materia di portualità, logistica e infrastrutture». Safina ha inoltre annunciato la volontà di chiedere con urgenza la convocazione della quarta Commissione Ars, sollecitando anche la presenza dei sindaci dei territori interessati.

Duro anche il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Assemblea regionale siciliana, Antonio De Luca: «L’imposizione di Tardino al vertice dell’Autorità portuale da parte del ministro Salvini e l’immediata risposta del presidente della Regione di voler impugnare la nomina testimoniano la totale mancanza di dialogo nel centrodestra di Schifani e l’assenza di una visione del governo nazionale, che punta a occupare una casella di partito anziché scegliere un player d’eccezione per coordinare un’Autorità strategica per l’intero Mediterraneo».