Trapani, la Polizia Penitenziaria scende in piazza

Bandiere, magliette e voci per gridare una sola parola: «basta». Basta a un carcere senza direttore da oltre dieci anni. Basta a un istituto che non ha nemmeno un reparto isolamento, mentre cresce il numero di detenuti con fragilità psichiatriche e con comportamenti violenti. Basta a una Polizia Penitenziaria che a Trapani è costretta a gestire l’ordine e la sicurezza interna ed esterna senza gli strumenti necessari, tra aggressioni, minacce e oltraggi.

Accanto agli agenti in protesta, oggi pomeriggio a Trapani c’erano anche altre forze dell’ordine, come Polizia di Stato e Guardia di Finanza, a testimoniare solidarietà ai colleghi penitenziari.

Una manifestazione che non è stata solo un atto di denuncia, ma una richiesta forte di non lasciare soli uomini e donne che ogni giorno garantiscono disciplina, sicurezza e legalità in condizioni ormai insostenibili.

Le parole dei sindacati

Ad organizzare la manifestazione diversi sindacati: Sappe, SiNAPPe, OSAPP, UILPA, USPP e FNS CISL.

«Siamo qui oggi per denunciare una situazione ormai insostenibile nella Casa Circondariale di Trapani – ha dichiarato il sindacato SiNAPPe –. La Polizia Penitenziaria lavora in carenza cronica di organico, con strutture in decadimento igienico e sanitario, senza un direttore stabile da oltre dieci anni.

Il sovraffollamento e l’assenza di reparti fondamentali, come l’isolamento, mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori e rendono impossibile assicurare ordine e disciplina.

In soli otto mesi si sono registrati 234 episodi di violenza e minacce ai danni del personale: è inaccettabile. La Polizia Penitenziaria è la quarta forza di polizia dello Stato e non può essere lasciata sola né depotenziata da leggi inapplicabili.

Oggi protestiamo per difendere la dignità del nostro lavoro, la salute dei colleghi e la sicurezza della collettività. Abbiamo una carenza organica gravissima, che il Dipartimento continua a ignorare, arrivando persino a conteggiare 25 unità effettive impegnate in scorte ed investigazioni come se fossero presenti in istituto».