Trapani non cresce: ultima per anziani, penultima per bambini

La nuova classifica del Sole 24 Ore sulla qualità della vita per fasce d’età consegna a Trapani un verdetto impietoso: la provincia è tra le peggiori d’Italia per il benessere delle generazioni, con un ultimo posto assoluto nella graduatoria dedicata agli anziani, il penultimo posto tra i bambini e un più “consolidato” 69° posto per i giovani.

Un quadro che fotografa con chiarezza la difficoltà strutturale del territorio nel garantire servizi essenziali, opportunità e condizioni di vita dignitose a chi dovrebbe rappresentare memoria, presente e futuro della comunità.

Gli indici basati su dati certificati e indicatori concreti non lasciano margini di interpretazione: Trapani non offre abbastanza né agli anziani né ai bambini, e non garantisce ai giovani possibilità di crescita e stabilità.

La situazione diventa ancora più grave se si considera che quasi tutte le ultime posizioni delle classifiche sono occupate da province del Sud, confermando una frattura territoriale che si fa ogni anno più profonda. Ma non può essere una consolazione rifugiarsi nel “male comune”: se altrove si sperimentano investimenti, servizi e reti di protezione, qui si continua a rimanere fermi.

Il risultato è una provincia che rischia di condannare i propri cittadini a vivere peggio solo per il fatto di nascere o invecchiare in questo territorio. Una condanna inaccettabile, soprattutto in un Paese che parla di patto generazionale e di sviluppo legato ai fondi Pnrr, ma che nei fatti lascia intere comunità indietro.

Per questo, non c’è più tempo da perdere: Comuni e istituzioni locali devono cambiare passo, smettere di rincorrere emergenze e costruire invece una strategia di lungo periodo che metta al centro la qualità della vita delle persone. Significa investire in servizi per l’infanzia, sanità e assistenza per gli anziani, opportunità reali per i giovani.

Trapani non può restare in fondo alle classifiche a guardare gli altri territori correre avanti. La dignità dei cittadini non si misura in statistiche, ma nei fatti concreti della vita quotidiana. Ed è proprio lì che la politica locale sta fallendo.