Trapani, prima convention del Movimento Futuro

di Luigi Todaro

Dopo la parentesi di piazza, al grido rabbioso di “Te ne devi andare” rivolto al sindaco Giacomo Tranchida, il popolo della cosiddetta “rivoluzione trapanese” si è ritrovato questa mattina al Cine Teatro Ariston di Trapani. L’occasione: la prima convention del Movimento Futuro, la creatura politica del presidente Valerio Antonini, l’imprenditore che ha deciso di scendere in campo per “liberare la città dall’immobilismo”.

Una platea eterogenea: volti noti, simpatizzanti, semplici curiosi. Tutti accomunati da un sentimento palpabile – la voglia di voltare pagina. Trapani, nelle parole e nei volti dei presenti, è una città che non si rassegna alla stanchezza di un’Amministrazione percepita come chiusa, autoreferenziale, incapace di intercettare energie e bisogni reali.

Antonini, dal palco, non ha scelto la via della diplomazia:“Trapani merita di più. È una città bellissima ma abbandonata da una politica cieca e sorda, che ha tradito la fiducia dei cittadini.”

Applausi, grida di approvazione, qualche “bravo!” urlato dai posti in fondo alla sala. Il linguaggio è diretto, quasi ruvido: punta alla pancia, ma prova a toccare anche il cuore. Il messaggio è chiaro – quella del Movimento Futuro non vuole essere solo una sfida elettorale, ma una rivoluzione civica e culturale.

Poi gli interventi. Con tono pacato ma deciso Antonietta Granello, segretaria di Futuro, ha ricordato le criticità più dolorose: “Occupazione, tasse, acqua, quartieri degradati, strade dissestate, fuga di cervelli.” E soprattutto l’assistenza ai disabili, “un diritto sacrosanto che ogni giorno viene rimesso in discussione”. “I fondi ci sono” ha sottolineato, “manca la volontà politica”.

Nino Oddo, segretario regionale del Psi, con tono amaro, ha puntato il dito contro la distanza tra le grandi promesse e la realtà quotidiana: “Dall’America’s Cup si è passati alle conferenze in pompa magna per annunciare la pulizia delle caditoie.”

Ha poi citato Andrea Bulgarella e i suoi libri sulla gestione degli appalti, come monito contro i soliti giri d’interessi.

Il consigliere comunale Giuseppe Guaiana, di “Amo Trapani”, ha affondato: “Si raddoppiano le indennità togliendo l’assistenza ai disabili. Bisogna togliere visibilità ai personalismi e restituirla ai cittadini.”

Salvatore Montemario, coordinatore provinciale di “Grande Sicilia”, ha definito Antonini “colui che ha messo a nudo il re”.

Mentre l’ex comandante provinciale della Guardia di finanza di Trapani generale Geremia Guercia, socio fondatore del Movimento, si è presentato come “garante dei valori di Futuro: legalità, trasparenza, onestà”. “Vedo tante belle presenze – ha detto il consigliere comunale Tore Fileccia – ma anche qualche assenza. Noi andiamo avanti per un radicale cambiamento”. Nel corso della manifestazione è stato annunciata l’adesione della consigliera comunale di Erice, Simona Mannina, al Movimento Futuro. Poi sul palco è salito il Direttivo composto da: Valerio Antonini, Antonietta Granello, Tore Fileccia, Geremia Guercia, Anna Maria Giacomarro, Vito Mazzola, Nicola Di Sant’Andrea, Rosalia Bonfiglio, Simona Mannina, Alfonso Passalacqua e Stefano Elia. Lo studente Antonio Bonfiglio è il coordinatore di Futuro Giovani.

Intanto, fuori dal teatro, Trapani osserva. C’è chi crede, chi dubita, chi aspetta i fatti. Ma una cosa è certa: il vento della protesta non si è placato. E quel “te ne devi andare” risuona ancora, come un segnale che la città – forse – ha davvero deciso di rialzare la testa.