Il Tribunale regionale amministrativo di Palermo ha annullato l’informativa antimafia emessa dalla Prefettura di Trapani nei confronti di una piccola impresa di Erice attiva nel commercio di prodotti per la pulizia e l’igiene della casa.
L’interdittiva, preannunciata il 3 aprile 2025, si fondava inizialmente sulla condanna del coniuge della titolare per associazione mafiosa e trasferimento fraudolento di valori. L’azienda, sin dalla fase procedimentale, aveva chiarito come tale elemento – isolato e riferito a un soggetto estraneo alla gestione dell’attività – non potesse legittimare una misura così incisiva, anche alla luce delle esigue dimensioni della ditta.
Nonostante ciò, la Prefettura adottava ugualmente l’interdittiva, mutando però la motivazione e richiamando legami parentali del titolare con soggetti ritenuti vicini alla criminalità organizzata, elementi non menzionati nella comunicazione di avvio del procedimento.
Con ricorso patrocinato dagli avvocati Girolamo Rubino e Rosario De Marco Capizzi, la ditta impugnava il provvedimento, denunciando – tra l’altro – la violazione dell’art. 92, comma 2-bis, del Codice Antimafia, che impone alla Prefettura di rappresentare sin dall’inizio tutti gli elementi indiziari, così da consentire un effettivo contraddittorio.
Il Tar ha accolto integralmente tali censure: i giudici hanno rilevato la mancata enunciazione completa degli indizi nel corso del procedimento e l’insufficienza degli elementi raccolti per sostenere un concreto rischio di infiltrazione mafiosa. Da qui l’annullamento dell’interdittiva già in sede cautelare, con piena soddisfazione della difesa.


















![Trapani Shark: nonostante il caos arriva la nona vittoria [GALLERY]](https://www.telesudweb.it/wp-content/uploads/2025/12/copertinashark-218x150.jpg)

















