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Confini, tra Area Vasta e sviluppo territoriale

Di seguito la nota del circolo di Erice del Partito Democratico sulla questione della confini.

Il PD di Erice prende posizione sulla tematica dei confini e mira, nell’interesse dei cittadini, a dibattere ed elaborare una proposta che possa essere ben compresa a tutela e nell’interesse dei cittadini stessi.

La considerazione generale sulla questione che si è aperta in seguito alla nascita del nuovo comune di Misiliscemi è quella di un rinato dibattito puntualmente presente da circa un ventennio un anno prima delle elezioni, sui nuovi confini e sulla necessità o meno di dar vita a nuove identità territoriali, di grandi Città o di ritorni ad idee improvvisate di Città territori, ancora una volta per avere argomenti elettorali con logiche personalistiche.

Noi riteniamo che, innanzitutto, sia nell’interesse della comunità Ericina far sì che si continui il lavoro dell’Amministrazione Toscano e che si portino a termine i numerosi progetti in essere ed in programma per il prossimo futuro (ved. si approvazione del piano triennale delle opere pubbliche ed altro).

Riteniamo che riuscire a programmare e pianificare uno sviluppo sostenibile in un periodo così difficile come quello che stiamo affrontando causa pandemia, sia prioritario, per essere pronti a cogliere le nuove politiche di sviluppo previste nelle direttive del Recovery Fund, emanate dalla Comunità Europea che prevedono di innescare al più presto un processo di ripresa economica e sociale dei territori.

Consapevoli di questo scenario, la nostra risposta non può essere certo quella che si è delineata ultimamente nelle discussioni su annessioni e nuovi confini.

Siamo chiamati, anche per la responsabilità di governo che ricopriamo, a delineare una proposta che rispecchi le reali necessità del territorio e le aspettative dei cittadini. Negli ultimi anni, causa l’austerity, abbiamo dovuto attuare spesso la necessità di razionalizzare i costi, con difficoltà a potenziare i servizi.

Oggi, dobbiamo avere la lungimiranza ed il coraggio di pensare e di agire come rappresentanti di un Territorio che aspira ad essere protagonista agganciandosi, con un progetto unitario e condiviso, al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Siamo convinti che ciò potrà avvenire attraverso un piano di coordinamento che faccia capo all’Ente Territoriale dei Liberi Consorzi dei Comuni, da attivare al più presto attraverso l’Assemblea dei Sindaci e che abbia per oggetto “ l’AREA VASTA”.

Cos’è l’Area Vasta?

L’Area Vasta rappresenta i Liberi Consorzi Comunali che sono retti:

  • da un Presidente Sindaco eletto dai i Sindaci e dai Consiglieri Comunali in carica nei Comuni del libero Consorzio;
  • da un Consiglio del Libero Consorzio Comunale eletto dai Sindaci e dai Consiglieri Comunali in carica;
  • da un’assemblea del Libero Consorzio Comunale composta dai Sindaci dei Comuni.

L’Area Vasta nasce con la Legge Regionale n. 15 del 4 agosto 2015 che ha istituito i Liberi Consorzi Comunali e le città metropolitane, dopo la soppressione delle Province. Tra le altre cose, con annotazioni risalenti al 17 febbraio 2021, l’art. 34 chiarisce il concetto di indirizzo con cui sono individuati gli obiettivi, i tempi e le modalità di realizzazione:

Art.34.

Per l’attuazione delle funzioni proprie i Liberi Consorzi Comunali predispongono i rispettivi Piani Territoriali di Coordinamento, che determinano gli indirizzi generali di assetto strutturale del territorio e le scelte strategiche di sviluppo economico dei relativi territori, con la finalità ulteriore di tutelarne l’integrità fisica ed ambientale, l’identità culturale nonché di promuoverne lo sviluppo sostenibile.

A tal fine, i suddetti piani indicano, nel rispetto delle previsioni degli strumenti di pianificazione territoriale della Regione:

1 I diversi usi e destinazioni del territorio, in relazione alle sue caratteristiche geologiche, morfologiche ed idrogeologiche.

2 La localizzazione dei servizi e delle attività di livello consortile.

3 La localizzazione di massima delle maggiori infrastrutture, degli impianti produttivi e commerciali, delle principali linee di comunicazione e delle reti per la gestione delle risorse energetiche e dei rifiuti.

4 Le linee di intervento per la sistemazione idrica, idrogeologica ed idraulico forestale ed in genere per il consolidamento del suolo e la regolamentazione delle acque.”

E’ indubbio che il progetto appena delineato potrà essere da volano per tutto il territorio perché il problema odierno non è soltanto di ottenere risorse, ma anche di saper programmare lo sviluppo territoriale per realizzare opere che sono di straordinaria importanza come la nuova rete idrica, la rete fognaria , la depurazione e nuovi impianti di riciclaggio e smaltimento dei rifiuti urbani.

Sfide di questa portata non pensiamo di poterle risolvere con facili slogan e con ipotetiche nuove città che comunque sarebbero marginali in un sistema che è legato al doppio filo della logica del pensiero globale, anche negli aspetti più locali.

Già in determinati settori seguiamo le regole dell’Area Vasta, esempi sono l’Unione dei comuni Elimo-Ericini, il Distretto Turistico, il Gal Elimos , oltre i servizi ai cittadini gestiti con i consorzi, raccolta dei rifiuti, trasporti urbani.

E’ necessario andare oltre i confini e non abbiamo molto tempo per prenderne atto, dobbiamo cercare di cogliere il giusto percorso.

Come pensiamo di poter partecipare al confronto sulla ripartizione delle risorse europee senza un’idea progettuale sistemica? E come questo territorio intende misurarsi con le scelte di governo facendo arrivare la propria voce?

Auspichiamo che presto si possa aprire un dibattito partendo dall’Assemblea dei Sindaci, in seno al Libero Consorzio di Trapani, ed avere un confronto serio e costruttivo in grado di coinvolgere tutte le rappresentanze sociali, sindacali, del mondo produttivo e delle professioni che vada oltre le proposte ormai datate che, se concretizzate, lascerebbero i nostri territori provati, fragili e senza strategia di futuro, soprattutto per le nuove generazioni.

Per tutto questo non possiamo imprigionare il dibattito sulla questione elementare di fusione o modifica, anche se siamo consapevoli che qualche riassetto localizzato sarà necessario. L’ unione tra due città non sempre è portatrice di benefici.

Erice potrebbe diventare la nuova periferia della città di Trapani e tantomeno non possiamo confrontare le bollette della Tari per contare i pochi Euro di differenza.

La differenza oggi sta nel cogliere le opportunità di finanziamenti che arrivano sempre meno da Enti superiori (Regione e Governo Nazionale) e sempre più dalla Comunità Europea che non guarda se una città ha 60 mila abitanti oppure 85mila, guarda alla fattibilità dei progetti presentati e sotto questo punto di vista l’Amministrazione Ericina ha svolto un’importante lavoro che ha prodotto ottimi risultati in diversi settori, scuole, servizi sociali, aree sportive, raccolta differenziata, viabilità, manutenzioni e sistemazioni ambientali, beni culturali, solo per indicare i principali.

Pertanto, siamo convinti che la nostra proposta debba essere ambiziosa, deve dare una speranza, deve costruire una visione futura del territorio e non solo elencare una serie di buone misure su cui intervenire, in modo che si possa innescare un percorso per un piano di sviluppo sostenibile del territorio rispettando i temi e gli argomenti presenti nel Piano Nazionale di Sviluppo, quali: innovazione, transizione ecologica, digitalizzazione e inclusione sociale.

Si delineerebbero così i principali nodi strutturali da attivare per far ripartire la crescita economica e migliorare sensibilmente la qualità della vita dei cittadini Ericini.

Ecco il messaggio da trasmettere : il Territorio Ericino, con una storia e cultura millenaria, ricco di risorse naturalistiche-ambientali, storiche-architettoniche, etnico-antropologiche, deve dare ai propri figli una prospettiva certa di futuro e far sì che essi possano costruire il proprio avvenire qui, nel luogo in cui sono nati, partecipando, da protagonisti, al processo innovativo che si attuerà nei prossimi anni e che deve camminare sulle gambe delle nuove generazioni.

Relatore, architetto Natale Di Grazia

Circolo di Erice Partito Democratico

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