Una struttura removibile marchiata Ploom, sponsor ufficiale del Trapani Film Festival, è stata collocata all’interno della villa Margherita, lo storico giardino pubblico cittadino frequentato quotidianamente da famiglie, anziani e soprattutto bambini. Il box, allestito con un design moderno e pannelli pubblicitari ben visibili, promuove e vende sigarette elettroniche offrendo anche prove gratuite del prodotto. Un’operazione commerciale che, secondo quanto riferito dal Comune, rientrerebbe negli accordi di sponsorizzazione del festival cinematografico in corso. La scelta però sta sollevando più di una perplessità.
La villa Margherita è infatti uno dei pochi spazi verdi della città accessibili a tutti, un luogo che per tradizione ospita attività ricreative e culturali rivolte all’intera cittadinanza. La presenza di uno stand dedicato a prodotti legati al fumo, seppur di nuova generazione, viene considerata da molti cittadini quantomeno inopportuna, soprattutto alla luce della forte presenza di minori nel parco. Non si vuole contestare la libertà d’impresa né il sostegno degli sponsor a un evento culturale ma riteniamo poco opportuno collocare attività di questo tipo in un giardino pubblico, dove i bambini sono i principali fruitori.

Il dibattito riguarda anche l’aspetto istituzionale: chi ha autorizzato l’installazione? Secondo fonti interne al palazzo comunale, l’ok sarebbe arrivato da uno degli assessori, che avrebbe ritenuto la presenza dello sponsor coerente con le iniziative legate al festival.
A dare l’ok è stata l’assessore Rosalia D’Alì la quale ci fa sapere che «Il Comune di Trapani ha autorizzato, come da richiesta formale ricevuta dall’organizzazione del Trapani Film Festival, l’utilizzo del viale centrale della Villa Margherita esclusivamente per l’allestimento degli stand dei partner della manifestazione. L’Ente – precisa l’assessore – non è stato messo a conoscenza dell’elenco degli sponsor coinvolti né ha competenza nella loro selezione, che resta una scelta autonoma dell’organizzazione del Festival. Il nostro ruolo si è limitato a concedere lo spazio pubblico per una manifestazione culturale di rilievo per la città».
Una decisione che però, vista la delicatezza del tema e le implicazioni legate alla salute pubblica, rischia di aprire un fronte di polemiche politiche.
In diversi Paesi europei la pubblicità dei prodotti a base di nicotina è soggetta a forti restrizioni, proprio per evitare un contatto diretto con i più giovani.
L’Italia stessa prevede norme severe sulla promozione del tabacco tradizionale, ma il quadro normativo delle sigarette elettroniche e dei dispositivi a tabacco riscaldato resta in parte più permissivo, creando una zona grigia che le aziende sfruttano per promuovere i loro prodotti. La vicenda pone quindi un interrogativo più ampio: qual è il confine tra sponsorizzazione e tutela della salute pubblica? E soprattutto, è giusto che un giardino storico come la villa Margherita venga utilizzato come vetrina commerciale per prodotti che, seppur alternativi al fumo tradizionale, restano pur sempre legati alla dipendenza da nicotina? Soprattutto se a pagare il prezzo sono i luoghi simbolo della città e i cittadini più giovani, spettatori inconsapevoli di una campagna di marketing che non dovrebbe riguardarli.


















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