Riccardo Rossato, l’emozione della maglia azzurra

"Trapani struttura super. Repesa può portarmi a un altro livello"

Foto Instagram di Riccardo Rossato

Riccardo Rossato ha raggiunto traguardi importanti nel basket italiano, conquistando la Serie A con Scafati a 26 anni e ora, a 28, indossando la maglia della Nazionale mentre gioca ai massimi livelli con la Trapani Shark. Venerdì sera potrebbe debuttare. La sua storia è un esempio delle sfide che i cestisti italiani devono affrontare e delle opportunità che possono cogliere.

Rossato, in una lunga intervista rilasciata a Tuttosport, descrive l’emozione di essere stato convocato in Nazionale a 28 anni: “È un sogno che si avvera. L’ho immaginato tante volte, e quando diventa realtà capisci che con impegno e dedizione i sogni possono realizzarsi. È una gioia immensa e una grande responsabilità”.

Con Trapani attualmente terza in classifica, Rossato è entusiasta del suo percorso: “Sono felice di essere a Trapani. Ho avuto la fortuna di ricevere questa opportunità dal presidente Antonini e di essere allenato da un coach di grande esperienza come Repesa. Sto cercando di sfruttare al meglio questa chance e continuo a crescere come giocatore”.

Il livello del lavoro settimanale a Trapani è molto alto: “Ogni allenamento è come una partita, inizi a marcare Galloway e poi trovi Patrucelli o Robinson, che è tra i migliori del campionato. Con Repesa, Diana e Isaac Jenkins per i fondamentali, il club è strutturato ad altissimo livello. Il progetto è ambizioso e l’obiettivo è giocare i playoff da protagonisti. Inoltre, a Trapani si vive benissimo, il centro è bellissimo e mi piace passeggiare con il cane lungo il mare”.

A 28 anni, Rossato continua a migliorare: “Alcuni allenatori mi dicevano a 20 anni di lavorare sui miei punti forti, ma io cerco sempre di aggiungere nuove abilità. Repesa può portarmi a un altro livello, anche in difesa, dove mi sentivo già buono. E poi ci sono i consigli di Petrucelli”.

Rossato ricorda con affetto il momento in cui ha tifato per la Nazionale italiana durante le Olimpiadi di Atene 2004: “Ero in montagna a tifare davanti alla tv con mio padre. Mio padre ha un amore viscerale per questo sport e mi ha trasmesso questa passione. Ha giocato in Serie B, ma lavorava in macelleria. Prima il lavoro, poi il piacere”.

Francesco Tarantino