Pubblicità
<tonno auriga

L’’organo monumentale Francesco La Grassa della chiesa di San Pietro è arrivato al nono posto nella classifica regionale “I Luoghi del cuore” del Fai
con 4.276 voti. Il che potrebbe permettere di finanziare un intervento sui mantici.

Un autentico gioiello tutto trapanese le cui melodie riempiono le navate della chiesa di San Pietro. Attorno alla quale la leggenda vuole che sia sorta la città di Trapani. In questa luogo musica e storia si uniscono diventando emozioni. Il suono dell’organo monumentale è qualcosa di unico. Venne realizzato tra il 1836 ed il 1847 da Francesco La Grassa e per la sua complessità è qualcosa di unico. Tra i più famosi al mondo. E quando, dopo i lavori di restauro partiti alla fine degli anni Novanta, l’organo tornò a suonare, per l’inaugurazione del febbraio del 2003, a Trapani arrivò l’allora presidente della Repubblica Ciampi. Ha sette tastiere su tre consolles, per un totale di ottanta registri che azionano 5000 canne. La sua strumentazione interna, che riproduce gli effetti sonori di diversi strumenti, è distribuita al suon interno in tre livelli, passando da un piano all’altro da strette scale che permettono di esplorare il cuore di questo capolavoro, tra tamburi, flauti ed i sistemi azionati dai 70 tasti e 27 pedali delle sette tastiere. Sentirlo suonare è magia allo stato puro. Tant’è che i concerti nella chiesa di San Pietro sono una pioggia di emozioni. E l’organo di San Pietro è stato tra i monumenti più votati in Sicilia nell’ambito del censimento del Fai “I luoghi del Cuore” ottenendo oltre quattro mila voti e classificandosi al 9 posto nella classifica regionale. Il che potrebbe spianare la strada ad un finanziamento da parte del Fai che potrebbe essere destinato ai mantici, praticamente i polmoni dell’organo.
Sono già diverse le iniziative portate aventi dalla delegazione di Trapani del Fai in città, a partire dalla Colombaia e dall’intervento su un reliquario presente nella chiesa di San Pietro. E naturalmente l’organo continuerà a suonare durante la stagione concertistica, come ricordato da padre Giuseppe Bruccoleri, parroco della chiesa di San Pietro.
Mario Torrente



GUARDA IL SERVIZIO 

Pubblicità