Dopo essersi sciolta in un pianto liberatorio, Angela ha scherzato con amici e parenti, sorpresa dall’accoglienza calorosa che le hanno tributato.

Il calore degli amici e dei parenti, le note degli Ottoni Animati, la solidarietà che continua, incessante, a navigare sul web. Xitta, ieri sera, in festa per il  ritorno  di Angela Grignano che aveva  lasciato la piccola frazione trapanese   per recarsi a Parigi e realizzare il suo sogno: diventare ballerina.  Un volo – dalla Francia alla Sicilia-    denso di emozioni, sensazioni e prospettive future che prima sembravano compromesse e che ora, invece, sono di nuovo possibili. Certo la strada da percorrere è ancora lunga, ma gli ostacoli, almeno quelli più difficili, sembrano essere stati superati. Dopo il buio, insomma, la luce. Dopo la paura la gioia. Condivisa con quanti in questi mesi di trepidazione, ma anche di speranza, non hanno mai smesso di tifare per lei. Da ieri sera, Angela  è a casa e sta bene. Ormai è lontano quell’odore acre di morte e devastazione, conseguenze di una esplosione che ha squassato la quotidianità di quartiere tranquillo e laborioso. Ad accogliere la leonessa di Xitta, amici, parenti, ma anche semplici conoscenti. 

Scesa dalla Monovolume, Angela non credeva ai propri occhi e travolta da un calore pazzesco si è sciolta in un pianto liberatorio.

Quel maledetto 12 gennaio è lontano.  Angela Grignano era  rimasta gravemente ferita nell’esplosione in Rue de Trévise a ParigiLeiera in Francia da un mese e mezzo e lavorava all’Hotel Ibis. Dopo gli studi universitari aveva scelto di trasferirsi nella capitale francese per inseguire il suo sogno. «Parigi, un’avventura sulla quale mi sono buttata a capofitto senza pensare, mia dimora ormai da un mese e mezzo nella quale ripongo grande fiducia e speranza. Alla quale sto donando tutta me stessa per mettermi in gioco e vedere cosa è disposta regalarmi dopo tanti sacrifici», scriveva in un post su Facebook per salutare il nuovo anno.  Poi l’esplosione, la corsa all’ospedale, la grande paura  e la gara di solidarietà che ha coinvolto tutta l’Italia.

Luigi Todaro