L’uso dei social media sono stati al centro di un incontro tenuto al seminario vescovile promosso dalla Diocesi di Trapan nell’ambito del progetto “per una comunicazione non ostile”.

Che peso hanno le parole mediate da uno schermo o da una tastiera, le notizie condivise sui social network? Se ne è parlato in un incontro promosso dalla Diocesi con altre associazioni giovanili  in preparazione alla Giornata mondiale per le comunicazioni sociali per promuovere “una comunicazione non ostile” che aiuti a creare confronto e legami sociali. Sul palco dell’auditorium del Seminario Vescovile una sociolinguista dell’Università di Firenze che si occupa dei social dell’Accademia della Crusca, Vera Gheno e Bruno Mastroianni filosofo della comunicazione e social media manager di Trasmissioni Rai quali “Superquark”. Nella società iperconnessa è cambiato il modo in cui noi creiamo cultura: la conoscenza richiede tempo, fatica e messa alla prova – hanno detto i due relatori –  e ha bisogno di un’intelligenza relazionale che non si accontenta del consenso dei like ma sia veramente aperta a chi la pensa in modo differente senza innescare violenza palese o subdola.

”L’incontro è stato aperto da una performance dell’associazione giovanile “Quattro Rocce”: “La baronessa di Carini 2.0” in cui il racconto della tradizionale leggenda siciliana è stato riproposto in chiave contemporanea. Frasi ingiuriose reali, prese dai profili twitter di noti personagg,i hanno creato un atmosfera che ha lasciato in silenzio la sala fino all’esito finale: la baronessa spezza il circuito di morte insieme ai suoi “assassini del web” per cambiare con la fine della storia il nostro modo di stare on-line, perché – come dice papa Francesco – “la lingua uccide più del coltello”. Nel corso dell’incontro sono state presentate alcune esperienze realizzate a scuola sul “Manifesto per la comunicazione non ostile”, mentre le conclusioni sono state fatte in video dal  vescovo Fragnelli.