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Con l’ingresso dell’Addolorata nella chiesa della Anime Sante del Purgatorio si è conclusa la processione dei Misteri. Che come sempre ha regalato una pioggia di emozioni. Tra i momenti più suggestivi, quello della notte per le vie del centro storico di Trapani.

Il silenzio della notte è rotto dai tamburi dell’Unione Maestranze che aprono la processione e l’arrivo dei venti gruppi. Poi è tutto un susseguirsi di ciaccole e voci. Con quel “a posto” dei consoli che dà l’ordine di tornare sotto la vara. Per riprendere la marcia verso la chiesa del Purgatorio. Con il movimento delle statue che sembrano danzare tra le strade del centro storico. Quasi sfiorando i balconi. L’odore della cera pervade tutto ed entra dentro le case. Dove finestre e balconi sono rigorosamente aperti per salutare il passaggio dei Misteri. Un momento atteso tutto l’anno. Sicuramente il più importante per Trapani. Sentito da un’intera città. E sono tantissimi i trapanesi che accompagnano i gruppi del loro viaggio notturno nel centro storico. Spesso mettendosi sotto le aste e permettendo così ai portantini di riposarsi un po’. E’ questo probabilmente il momento più suggestivo ed intimo della processione. Quando i gruppi appaiono in tutta la loro autentica bellezza, avvolti dal gioco di luci ed ombre proiettati nei palazzi del centro storico della città. Con quel rimbalzare di ciaccole lungo il corteo religioso. Ed un cammino fatto di passi ora lenti, ora veloci, carichi di devozione e tradizione. Senza curarsi né della stanchezza né della fatica per quel peso che grava sulle spalle. E per una notte, sotto sotto quelle vare si incontrano tutti i mille volti e le tante sfaccettature di Trapani e della sua gente. Tutti attorno ai gruppi per accompagnarli verso il rientro in chiesa.

Dopo avere percorso la via Fardella ed essere arrivati a piazza Vittorio Emanuele poco dopo le quattro nel mattino, il corteo ha percorso le vie Palmerio Abate, XXX Gennaio e Corso Italia per addentrarsi quindi tra le strade del centro storico per passare da Vico Pesce, via Turretta e via Nunzio Nasi per arrivare alla via Custonaci. Una delle zone più belle dove assistere al passaggio dei Misteri. Poi la svolta per via Corallai, dove il suggestivo sfondo della cupola della chiesa di San Francesco alle prime luci dell’alba. Quindi l’arrivo al porto peschereccio e delle prime bande. Il corteo religioso si è ricomposto a largo delle Ninfe, via Carolina, piazza Generale Scio e quindi l’ingresso in corso Vittorio Emanuele. Con passo lento e solenne. Tra una “battuta” e l’altra. Con quell’annacata che appassiona e commuove sempre. Nel frattempo è mattina, ed in tanti affollano la strada centralissima strada del centro storico. Dove oltre ai musicisti ed alla banda sono tornati anche i gonfaloni, a partire da quello del Comune di Trapani, con il sindaco Giacomo Tranchida e gli assessori della sua giunta.Prima dell’ingresso nella chiesa delle Anime Sante del Purgatorio i gruppi si sono quindi fermati davanti il palazzo vescovile, dove ad attenderli c’era il vescovo Pietro Maria Fragnelli per un momento di preghiera e benedizione.

Alla fine, chiuso il portone della chiesa del Purgatorio, oltre alle polemiche per i ritardi, restano le lacrime ed sorrisi. Gli sguardi e gli abbracci. E quell’ultima ciaccolata dentro la chiesa del Purgatorio che rappresenta quasi un rompete le righe. L’ultimo atto, per quest’anno della processione del Venerdi Santo a Trapani. Una manifestazione religiosa unica ed irripetibile, segnata dalla forte devozione e dal legame dei trapanesi con i gruppi. Che ogni anno tornano a vivere per le vie della città grazie alla passione ed all’impegno del popolo del Venerdì santo.Trapani ed i suoi Misteri. Un amore che non conosce tempo. Un rito che si tramanda di generazione in generazione. E che per una notte, la notte più lunga, quella in cui non si dorme, regala ore di magia. Coinvolgendo ed avvolgendo un’intera città. Emozionando sempre e comunque. Perché questa è la città del popolo dei Misteri.

Mario Torrente