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Il Senatore grillino scrive ai cittadini sulla vicenda che ci contrappone. La risposta del presidente di Telesud Massimo Marino. 

Ho fatto passare “i giorni caldi” della Settimana Santa per non irrompere sul dibattito cittadino, ancora una volta, con la querelle Telesud-Santangelo. Il Senatore grillino, in una nota di spiegazioni ai cittadini pubblicata sul suo sito web, risponde al mio commento per averci negato una intervista, nei giorni scorsi, in occasione della tappa trapanese DignitàTour, svolta assieme al collega Gianluca Paragone. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri inizia che “su una cosa ci trova certamente d’accordo e cioè che “i cittadini hanno diritto di sapere cosa pensa Santangelo sui tanti problemi del territorio”! Viceversa, non ci trova d’accordo sul fatto che il suo pensiero debba essere necessariamente filtrato dalle lenti di Telesud e per questo si avvale prevalentemente di strumenti diretti di informazione che anche noi avremmo la possibilità di consultare liberamente per avere contezza della sua azione politica a tutela degli interessi del territorio, senza necessità di ricorrere all’intervista.” Già nel suo inizio, il parlamentare è un po’ confuso, probabilmente perché non addetto ai lavori: Santangelo confonde la cronaca con l’approfondimento. Una cosa sono le interviste nei Tg, un altra le eventuali trasmissioni di inchiesta, “alla Gabanelli” per capirci. E questo vale per lui, così come per qualsiasi protagonista della vita politica presente o passata. Il giornalista non ha i tempi “di approfondire il pensiero-iniziativa” di un determinato soggetto politico nella corrente attività di redazione. E certamente non per “insipienza giornalistica”, ma per fisiologici limiti temporali e conoscitivi. Dal Tg1 a La7; ed a maggior ragione per una emittente locale. In più, Telesud è pur sempre una Tv e dunque una intervista, breve o lunga che sia, al diretto interessato “rende” il prodotto televisivo “più interessante”, com’è ovvio, e non per surreali interessi “per raggiungere più facilmente l’utilità che ne forma oggetto, non potendo prevalere incondizionatamente sul tecnicismo delle materie di interesse pubblico.” Sempre che una persona di media intelligenza come me possa comprendere tale artato quanto subliminale italiano. Poi, entra nel merito della vicenda giudiziaria che lo vede a processo per averci gravemente diffamato: Santangelo scrive che “la vicenda giudiziaria che ci contrappone non c’entra assolutamente nulla”. Frase iniziata con un trasudante, nelle sincere intenzioni di comunicazione, “mi creda”. Ed io gli credo. Sono certo che sia un caso che il senatore grillino abbia smesso di concederci interviste dopo la nostra denuncia ed in particolare dopo la nostra opposizione all’iniziale richiesta di archiviazione. Sono altrettanto certo che sia un sincero spirito di legalità e trasparenza a fargli richiedere, più volte, al Garante l’accesso agli atti di campagne elettorali in cui non era neanche candidato o che fossero coinvolti colleghi del MoVimento nella richiesta di informazioni da parte del Corecom. Sono, infine, certissimo che sia stato un ravvedimento last minute a fargli cambiare idea sulle scelte di comunicazione sul territorio. Prima della denuncia, addirittura, spesso chiamava lui stesso per “suggerire” interviste personali su improrogabile iniziative politiche svolte. Adesso, avrà metabolizzato “l’inutilità della vetrina che gli si voleva proporre” o che si autoproponeva. Anche una persona della mia modesta intelligenza capisce che tutto ciò sia avvenuto “per coerenza” e non per spirito ritorsivo. Sorvolo, in ultimo, sulla sciocchezza “del garantismo a giorni alterni” essendo ben noto a tutti la differenza di pensiero fra Telesud e determinati “cerchi magici”, cui il parlamentare non è certamente estraneo, sul principio, costituzionalmente garantito, di non colpevolezza di un imputato sino a sentenza definitiva. 

Massimo Marino 
Presidente di Telesud