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Acque sempre più agitate nell’Unione Maestranze per le polemiche legate alla processione dei Misteri .Il gruppo dell’Ascesa al Calvario ha comunicato l’uscita dall’Unione Maestranze.

La pec del gruppo “L’Ascesa al Calvario”, indirizzata all’Unione Maestranze, è partita domenica pomeriggio. A Pasqua. A poco più di 24 ore dalla chiusura del portone della chiesa del Purgatorio. Dopo le polemiche per i la processione dei Misteri, adesso è arrivata la presa di posizione ufficiale del ceto del Popolo con nota a firma del capo console Alberto La Porta, in cui comunica il “recesso dal rapporto associativo con l’Unione Maestranze per decadenza del vincolo fiduciario”. Nel documento il rappresentante dell’Ascesa al Calvario, in ottemperanza all’articolo 24 del Codice civile, illustra tutte le motivazioni che hanno portato all’uscita del gruppo dal sodalizio, lanciando dure accuse nei confronti dei vertici dell’Unione Mastranze, parlando di palese incapacità nel gestire la processione e della “volontà – si legge nella nota – tesa a privare il gruppo di quelle prerogative che la storia, la fede e le tradizioni” riconoscono al gruppo. Un passaggio che chiama in causa la scinnuta del Popolo, funzione religiosa quest’anno tenuta assieme ad altri gruppi. E non da solo come da tradizione negli anni passati. Una decisione che ha creato non pochi malumori. Riguardo a quanto avvenuto nella notte tra il venerdì ed il sabato, secondo quanto scritto dal presidente del gruppo “Ascesa al Calvario” Alberto La Porta, non si è voluto tenere conto della pesantezza del gruppo e delle sue specificità devozionale, ricordando come mentre i primi dodici gruppi allungavano, dal Popolo hanno più volte contattato il vicepresidente Giovannello D’Aleo, chiedendo di rallentare. Sotto accusa anche il taglio del percorso, senza tenere conto dei devoti che in quelle strade aspettavano. Il gruppo è poi rimasto fermo due ore in piazza Scalo d’Alaggio prima di tornare in corteo religioso a largo delle Ninfe. Infine l’affondo finale per il presidente Giuseppe Lantillo, accusato da Alberto La Porta di avere tradito il gruppo, nonostante la fiducia accordata, “proponendola – si legge nel documento – come figura di garanzia per tutti. Per quanto riguarda il gruppo Ascesa al Calvario – continua la nota nella parte finale del documento – la corsa comune finisce qui”.

Il gruppo del Popolo ha quindi deciso di lasciare l’Unione Maestranze, in aperto scontro con i suoi vertici. Che dal canto loro hanno rispedito le accuse al mittente rimandando ogni cosa all’assemblea dei soci.

Dall’Unione Maestranze, al momento, preferiscono mantenere un profilo basso. Restando fermi ed intransigenti sulle proprie posizioni. Chiedendo rispetto per il lavoro fatto dall’Unione Maestranze per organizzare la processione. Intanto dai vertici dell’Unione sono arrivate le doverose scuse ai cittadini per il mancato passaggio nelle strade che sono state tagliate per recuperare il ritardo accumulato nella notte. Il che non ha permesso a molti trapanesi di ammirare i Misteri. Resta il caso aperto dal gruppo dell’Ascesa al Calvario. Da questo fronte, al momento, arriva un diplomatico “I panni sporchi si lavano in casa”. Il che lascia intravedere che nei prossimi giorni, calmate le acque, sarà avviato un ragionamento. Una verifica tra i gruppi. Per decidere sul da farsi. Fermo restando che il presidente dell’Unione Lantillo non ha intenzione di dimettersi. Al contrario. È pronto a rispedire al mittente la accuse arrivate con la nota del capoconsole Alberto La Porta. Dal canto suo si dice sereno, avendo fatto il possibile per ricucire gli strappi. Venendo incontro alle esigenze di tutti. Fino alla mattina in piazzetta Purgatorio, quando i devoti del Popolo sono stati bloccati dalle forze dell’ordine in base alle nuove disposizioni delle Questura che hanno vietato l’accesso in piazza ai fedeli per motivi di sicurezza. Una decisione subita dall’Unione Mastranze. Giuseppe Lantillo, dopo avere parlato con Vito Dolce, ha trovato una soluzione per permettere ai fedeli in processione col popolo, di assistere all’entrata del gruppo, ma da dentro la chiesa del Purgatorio, aprendo loro le porte della sagrestia. Aspettandoli personalmente. Di più non si poteva fare. Intanto gli animi si facevano sempre più caldi e non sono mancati i momenti di tensione per i ritardi accumulati nel corso della notte, a partire dalla risalita della via Fardella, all’altezza della via San Giovanni Bosco. Qui si è creata la prima spaccatura tra i primi dodici gruppi e quello dell’Ascesa al Calvario. Per ricompattare la processione dalla via Marsala, il corteo religioso si è rimesso in cammino alle tre, tornando a piazza Vittorio attorno alle 4,30. Qui la processione era ancora compatta. Il secondo vuoto è partito dalla zona della via Palmerio Abate e Corso Italia. Qui è tornato il divario tra i Macellai ed il Popolo, un buco che è diventata una vera e propria voragine lungo la via Nunzio Nasi, dove il gruppo dell’Ascesa al Calvario ha fatto il cambio dei ceri. Lo stacco a questo punto è diventato incolmabile. La testa della processione era già in via Duca d’Aosta. La coda ancora in via Nunzio Nasi, con le vie Custonaci e Corallai praticamente vuote. Una situazione che, a sentire molte voci all’interno dell’Unione Maestranze, sarebbe stata “deliberatamente voluta”. Le polemiche, dunque, sembrano destinate a continuare. Anche se i vertici dell’Unione sembrano intenzionati a buttare acqua sul fuoco. Rimandando ogni cosa all’incontro ad un confronto a 360 gradi. Si spera all’insegna del buon senso.

Mario Torrente