Ricordate le vittime del naufragio dell’Espresso Trapani

Cerimonia questo pomeriggio in occasione del 29esimo anniversario dell'affondamento della nave.

I loro nomi sono stati letti ad alta voce. E tanti fiori hanno colorato il mare davanti la Colombaia. A lanciarli i parenti delle vittime di quella terribile tragedia di 29 anni fa. Anche la piccola nipotina di un nonno che non ha potuto vedere crescere i suoi figli. Ed altri figli rimasti senza padre. Una dramma del mare che ha sconvolto tante famiglie. A fare da sottofondo a questo momento di raccoglimento e dolore, le note del “silenzio”. E le parole di padre Adragna. Tra preghiera e ricordo. Lui, che quel terribile giorno ce l’ha ben stampato in mente. Così, con una cerimonia semplice e sobria, questo pomeriggio sono stati ricordati i morti dell’Espresso Trapani. Quelle tredici vite spezzate in una domenica pomeriggio del 1990. Era il 29 aprile. Ed in città c’era la processione di Santu Patri. I morti furono tredici.  Un bilancio, già pesante di suo, che si fa ancora più drammatico se si pensa che sette corpi non sono mai stati restituiti dal mare. Forse quel grande traghetto grigio, adagiato sul fondo del mare ad un a profondità di circa 100 metri, è diventata la loro tomba. Perché, per dirla con le parole di padre Adragna, a Trapani ci sono due cimiteri: uno alla litoranea, l’altro a mare. Presenti alla cerimonia, oltre i parenti delle vittime, il consigliere Giuseppe Virzì, promotore, assieme al maestro Claudio Maltese, della cerimonia di oggi. Tra l’altro Virzì ha anche presentato una mozione che punta ad intitolare lo slargo del Lazzaretto alle vittime di quel naufragio. Presenti alla commemorazione di oggi anche il sindaco Giacomo Tranchida e l’assessore Enzo Abbruscato.

Mario Torrente