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Dopo l’insediamento del Comitato tecnico per il futuro dell’aeroporto trapanese, si attende l’incontro fra il sindaco di Palermo ed il Governatore.

Un incontro interlocutorio, quello di oggi, presenti i massimi vertici della Regione ad iniziare dallo stesso Presidente Musumeci oltre che gli assessori alle Finanze Armao, quello al Turismo Pappalardo ed il capo gabinetto delle Infrastrutture guidato da Falcone, Ettore Foti. Assente Mimmo Turano, ormai sempre più fuori dai giochi di Birgi con il pallino pienamente nelle mani del Governatore. Una analisi sulla situazione generale degli aeroporti siciliani e la difficoltà di attirare le compagnie low cost negli scali minori per le difficoltà burocratiche nel co-marketing, sempre soggette a ricorsi al Tar e ritardi nei pagamenti a differenza di Palermo e Catania che possono contrattare direttamente i voli da schedulare. Nell’incontro di oggi pomeriggio non sono mancate, comunque, le parole grosse, in particolare verso il primo cittadino di Trapani, Giacomo Tranchida, presente assieme al collega di Marsala Alberto Di Girolamo ed il presidente del Distretto Turistico Rosalia D’Alì e il presidente della Camera di Commercio di Trapani, Pino Pace, apostrofato dal Presidente della Regione come “indegno”. Probabile che Tranchida, nella conferenza stampa convocata per domattina, martedì, alle 11 si vorrà togliere qualche sassolino dalla scarpa. Nel frattempo, però, le attese anno ancora rivolte a Palermo; alle 9.30, infatti, è previsto l’incontro a Palazzo D’Orleans fra il Governatore, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ed il presidente dell’Airgest Paolo Angius. Il futuro dello scalo passa sempre dall’ostracismo del primo cittadino palermitano verso la fusione con Trapani. Ma sembrerebbe che l’apertura di Catania abbia portato a più miti consigli Orlando per non subire la mossa del cavallo con Fontanarossa. Una proposta in cui crede fermamente il numero uno dell’Airgest seppur convinto che vada rivista la normativa complessiva degli scali minori, ad oggi troppo sacrificati a vantaggio degli aeroporti più grandi. Un lavoro lungo e prezioso, quello di Angius, che potrebbe essere anche uno degli ultimi se dovesse mollare il timone a giugno. Certamente, sarebbe una grave perdita per una figura che in questi mesi ha lavorato praticamente da solo per il futuro del Vincenzo Florio. Intanto, si aspetta la Kuwait Airways. Un interesse serio ma legato a strategie di lungo respiro e di ampio raggio che sarà difficile intercettare per la dimensione che ha Trapani nello scacchiere aeroportuale italiano. Ma Angius, fino all’ultimo, non vuole lasciare nulla d’intentato e ci proverà.