Condanne per le “spese pazze”

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La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi degli ex deputati Adamo e Marrocco per “le spese pazze”.

Adesso, la nota vicenda delle spese pazze che a suo tempo balzò sulle pagine di tutta la stampa nazionale ha trovato la parola fine. Gli ex parlamentari regionali Giulia Adamo e Livio Marrocco, ex capogruppi all’Assemblea Regionale Siciliana dell’Udc e di Futuro e Libertà, dovranno risarcire l’Ars per 169 mila euro, l’ex sindaco di Marsala, e 49 mila l’ex deputato finiano. Le condanne sono diventate definitive. La Cassazione a sezioni unite ha stabilito che la responsabilità degli onorevoli  “è quella propria di chi, avendo conseguito la materiale disponibilità del denaro (attraverso i  contributi percepiti), ne abbia in qualche modo fatto un uso non accorto, contravvenendo alla corretta destinazione delle risorse gestite, in violazione dei principi generali di contabilità e delle  norme disciplinanti la contribuzione pubblica ai gruppi stessi”. Le motivazioni su cui i legali degli imputati avevano fondato il loro ricorso erano le stesse; sostanzialmente, la sola linea difensiva che potevano perseguire: secondo i ricorrenti, infatti, i magistrati del la Corte dei Conti avrebbe violato “il principio  di insindacabilità delle attività poste in essere dai deputati regionali nell’esercizio delle loro funzioni”. In sostanza andava esclusa “la giurisdizione contabile sulle modalità di utilizzo, in concreto, di tali contributi ai gruppi parlamentari presso l’Ars” visto che il parlamento siciliano non prevedeva “alcuno specifico vincolo normativo di destinazione dei contributi in favore dei gruppi”. Gli ermellini li hanno dichiarati inammissibili sancendo che  “la prerogativa dell’insindacabilità non riguarda affatto l’attività materiale di gestione delle risorse finanziarie, che resta assoggettata alla ordinaria giurisdizione di responsabilità civile, penale e contabile”. Il pronunciamento della Cassazione ha classificato il tutto come danno erariale perché fuori dai parametri istituzionali. Le condanne sono le prime di una lunga serie di politici coinvolti a suo tempo nella vicenda e per i quali, ormai, l’esito, sembra scontato. Le spese illecite individuate dalla Procura Generale della Corte dei Conti erano le piu svariate: dalle cravatte ai pernottamenti in hotel e l’affitto di sale convegni. Dall’acquisto di giornali, compresi i “famosi” fumetti Diabolik, agli IPad sino a servizi di lavanderia, farmaci e acquisto di generi alimentari.