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Chiusa, a Favignana, la base navale della polizia penitenziaria. Una decisione che ha  scatenato le proteste delle organizzazioni sindacali di categoria. Inascoltati i loro appelli

Adesso è ufficiale: a Favignana chiude definitivamente i battenti la base navale della polizia penitenziaria. La decisione è del Governo nazionale, nonostante le prese di posizioni delle organizzazioni sindacali di categoria i cui appelli per scongiurarne la chiusura sono caduti nel vuoto. La base navale, nell’isola, operava dal 1985. Le traduzioni dei detenuti avverranno mediante l’utilizzo degli aliscafi, con costi che si aggireranno intorno alle 400 euro per ogni singolo trasferimento, a fronte di 100 euro quando veniva, invece, utilizzata la motovedetta della polizia penitenziaria. Mediamente, nel corso dell’anno, la base navale effettuava 300 traduzioni. Ai nostri microfoni il rammarico di Chicco Veneziano segretario generale Uilpa e di Eugenio D’Aguanno segretario regionale Sappe.

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