Pirati e Tonnare

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La pagina dell’approfondimento di oggi dedicata alla storia della Torre di Bonagia, che oggi ospita il museo della Tonnara che da poche settimane ha aperto le porte al pubblico.

La Torre di Bonagia faceva parte del sistema di avvistamento delle navi saracene: comunicava, tramite segnali di fumo e fuochi, con le altre postazioni, a partire da Est, con la Torre di San Giovanni, alle pendici di Monte Cofano. Questa a sua volta con quella dell’Isulidda e successivamente con l’ex Torrazza, sul piano di San Vito lo Capo. Lo stesso avveniva sul versante di Trapani, passando per Torre di Ligny, la Torre di Nubia, Marausa, San Teodoro per poi continuare lungo la costa della Sud Sicilia occidentale. La torre risale alla metà del 1500 ma venne distrutta nel 1624 durante un attacco dei pirati turchi. Dalle 13 galee arrivate davanti Bonagia partirono ben 200 colpi di cannone. Ci furono decine di morti e la torre venne ridotta in ruderi. Quel giorno, era l’11 giugno, vennero deportati in Barberia come schiavi decine di bonagioti. Dopo quel terribile assedio la torre venne successivamente ricostruita per essere ultimata, così come è arrivata ai giorni nostri, nel 1626, come riporta la data che si legge chiaramente nell’architrave sopra la porta principale. Queste antiche mura raccontano dunque storie di pirati, oltre che quelle della tonnara che fino a pochi anni addietro veniva calata nelle acque antistanti il piccolo borgo marinaro. Attorno alla torre c’era infatti il borgo dove vivevano i tonnaroti, oltre che gli stabilimenti per la lavorazione del pescato, i magazzini ed il marfaraggio per le barche. Le reti, durante la pesca, venivano tenute sott’occhio proprio dalla terrazza della Torre, da dove si può ammirare un panorama letteralmente mozzafiato sul golfo di Bonagia, abbracciando una visuale che va dal piccolo porticciolo fino a monte Cofano. Una autentica veranda sul mare che si può visitare assieme al museo della Tonnara che ha aperto le porte al pubblico da poco più di quindici giorni. Ed in queste prime settimane si contano già centinaia di visite, comprese quelle delle scolaresche che hanno fatto il tour nei tre piani della Torre di Bonagia, dove è  allestita una esposizione dedicata al mondo delle Tonnare, con gli utensili e attrezzi di lavoro dei tonnaroti, oltre che le foto realizzate negli anni Ottanta da Ninni Ravazza e Fabio Marino, quando con la loro macchina fotografica andavano a documentare le fasi della pesca del tonno che culminavano nella mattanza. Il museo della Torre di Bonagia è gestito dall’associazione Salviamo le Tonnare, guidata dall’imprenditore Nino Castiglione, assieme alla proloco di Valderice ed aperto tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20.

Nei due piani della Torre si possono anche ammirare due rappresentazioni in miniatura della Tonnara, realizzati a suo tempo dai rais Renda e Solina, che riproducono fedelmente il sistema delle reti, come ricordato dall’ingegnere Michele Riccobene, di Salviamo le Tonnare, che tra le altre cose ha curato il progetto di restauro delle muciare di Bonagia, che si avviano ad essere recuperate grazie ai fondi, circa  cento mila euro, che arriveranno dal Flag Torri e Tonnare.

Mario Torrente

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