False fatture per eludere le imposte e fallimenti pilotati le accuse di cui è chiamato a rispondere

Fatture false per evadere le imposte e fallimenti pilotati. Le accuse di cui è chiamato a rispondere un imprenditore  cinese, titolare di un gran bazar, a Castelvetrano e di altre società.   Ora è agli arresti domiciliari. Sabato mattina, i militari della Guardia di finanza di Castelvetrano gli hanno notificato il provvedimento restrittivo, emesso dalla Procura di Marsala. Titolare di una ditta individuale e di due società con le quali gestiva un grande magazzino di prodotti made in Cina, non avrebbe pagato imposte per un importo complessivo di 3,9 milioni di euro.  L’indagine delle Fiamme gialle ha preso il via in seguito alle denunce sporte dai dipendenti stanchi di essere sottoposti a turni massacranti e di subire continue minacce di licenziamento.  E’ stato cos’ avviato un controllo fiscale nel corso del quale, peraltro, erano stati scoperti undici lavoratori in nero.  Dall’ispezione sarebbe anche emerso che l’indagato, in combutta con il suo  consulente del lavoro, aveva costretto i lavoratori  a sottoscrivere una richiesta di liquidazione mensile del TFR, poi mai corrisposto, per complessivi 400 mila euro.  I controlli , i debiti con i dipendenti e l’esposizione con il Fisco hanno spinto l’imprenditore   a distrarre il compendio aziendale e a trasferire i dipendenti facendo confluire tutti gli assets in un nuovo soggetto giuridico, intestato fittiziamente ai familiari. Le attività di polizia giudiziaria eseguite nel mese di settembre 2018, però, hanno costretto l’imprenditore a creare un’ulteriore società-schermo nella quale trasferire ancora una volta i lavoratori e l’avviamento lasciando tutti i debiti nel vecchio soggetto giuridico. Dopo aver ricostruito il vorticoso meccanismo fraudolento i finanzieri hanno immediatamente notiziato il Pubblico Ministero il quale ha presentato al Tribunale Fallimentare due istanze dichiarative di fallimento con riguardo alla ditta individuale e alla 2 società, entrambe ormai prive di assets e fortemente indebitate con i dipendenti e con l’Erario. Per tali condotte distrattive sono stati denunciati 5 cittadini di nazionalità cinese, che si aggiungono alle 32 persone già segnalate all’Autorità Giudiziaria nella precedente fase ispettiva. Ritenuti sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari, attesa l’elevata pericolosità economico-finanziaria dell’ideatore del meccanismo di frode, il Giudice per le Indagini Preliminari, su proposta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Marsala, ha disposto la misura degli arresti domiciliari e il sequestro delle quote sociali, dei conti correnti e dei compendi aziendali di tutte le imprese interessate, che saranno ora gestite da un amministratore giudiziario.