La pagina dell’approfondimento. Il presidente di Telesud Massimo Marino commenta il voto “europeo” in Sicilia di domenica.

Magari a vincere sono stati in pochi ma come sempre non ha perso nessuno. A parole. In Sicilia il primo partito è stato, come da previsioni, i 5 Stelle seppur con il trend negativo che lì ha decretati come i veri sconfitti di questa tornata elettorale. La provincia di Trapani, nei grandi centri, è stata in linea con il resto dell’isola: l’onda lunga delle amministrative a Castelvestrano ha consegnato il risultato migliore ai grillini con il 48%. Poi, Mazara del Vallo col 41, dietro, “maluccio”, Alcamo che esprimeva il ricandidato primo degli eletti alla scorsa tornata Ignazio Corrao, con un sindaco ed una deputata regionale col 38. Dietro, Marsala al 37 e fanalino di coda, si fa per dire ad onor del vero visto le percentuali, Trapani col 34, nonostante un sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri. Il Senatore Santangelo, dopo un surreale post, domenica sera, che enfatizzava uno scontatissimo primo partito in città ha fatto retromarcia ieri all’insegna del rimbocchiamoci le maniche, probabilmente avendo dettata la linea nel pomeriggio dalle dichiarazioni di Di Maio. Gli alleati di governo hanno beneficiato, anche qui, del “ciclone Salvini” con oltre il 20%; così, i dirigenti locali, come Bartolo Giglio, hanno commentato entusiasti: oltre ai gerarchi di rito, “ringrazio la nuova classe dirigente in provincia!” Ovviamente, questa, ad iniziare dal “fantasma” Roberto Bertini, responsabile provinciale, non ha minimamente influito sul successo salviniano, anzi. Il loro candidato Igor Gelarda, sponsorizzatissimo a tutti i livelli, non ce l’ha fatta e pure nel trapanese non ha sfondato.

Anche il Pd è da annoverare fra i “vincitori”. Certamente non come la Lega, ma in pochi avrebbero scommesso su un risultato del genere. Successo personale per Pietro Bartòlo e salvataggio con i resti della Chinnici appoggiata a spada tratta dal partito. Sconfitta per i renziani con l’uscente Michela Giuffrida, quarta staccatissima. Ad ogni modo, 5 punti in più in provincia ed il 18% a Trapani sono un bottino concreto su cui far ripartire la locomotiva di Zingaretti che ha avuto il merito, in pochi mesi di guida dem, di ricompattare il popolo di centrosinistra ed in particolare gli ex diessini delusi dal fu rottamatore.

Fra gli azzurri, vittoria di Miccichè che si prende la rivincita sull’uscente Cicu, staccatissimo quinto. Il “suo” Milazzo, appoggiato con convinzione sul territorio dal coordinatore Toni Scilla, ce l’ha fatta di poco sull’ex ministro Saverio Romano. I centristi dell’Udc, guidati in provincia dall’Assessore Turano, comunque non hanno sfigurato; buono il risultato per i suoi candidati, compresa la Musolino quarta. Il trapanese Enrico Rizzi ha preso 210 voti nella sua città. Difficile commentare i risultati in questi sedicenti partiti. Con tutte le relatività del caso, probabilmente un risultato non entusiasmante. Inesistente, invece, la destra estrema a Trapani: 6 voti per Forza Nuova e 27 per CasaPound.  

Infine, #sevolovoto. Anche qui si aspettava il responso delle urne; non per le preferenze ma per l’astenzione. Il comitato ha avuto certamente il merito di tenere i fari accessi su Birgi, ma certi toni “trionfalistici” sono decisamemte eccessivi. L’astensione è stata abbastanza in linea col resto dell’isola ed i picchi più bassi, San Vito Lo Capo e Favignana, si sono registrati per lo straordinario maltempo che certamente non ha incoraggiato i tanti “stranieri della prima casa”, circa 700 per paese su 3500 residenti, a farsi una passeggiata nel “loro” seggio elettorale. Anche qui ci sarà da rivedere qualcosa in alcune figure di punta, forse un po’ troppo narcisistiche, che, evidentemente, hanno decisamente poco feeling con l’elettorato, influenzando la credibilità complessiva dei #sevolovoto. 

Massimo Marino 
Presidente di Telesud